Cedolare Secca

Cedolare Secca: l’Aliquota 2018. Le novità per l’anno prossimo

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Il 2018 è un anno importante per tutti i proprietari di casa, ma anche per gli affittuari. Nel 2011 il Decreto Legislativo n. 23, Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale, aveva introdotto il regime della cedolare secca. Il Decreto aveva sostituito all’IRPEF un’imposta del 21% sulle locazioni con canone libero. Nel 2014, la Legge 28 marzo aveva ridotto l’imposta sostitutiva al solo 10% sulle locazioni a canone concordato.

Secondo l’articolo 9 della Legge 28 marzo, l’aliquota del 10% si applicava solo “per il quadriennio 2014-2017”.

Cosa Succederà all’Aliquota del 10% della Cedolare Secca nel 2018?

La principale preoccupazione di tutti i proprietari di casa e degli inquilini che hanno stipulato un contratto a canone concordato , è che a partire dal prossimo gennaio l’aliquota 2018 per la cedolare secca sia portata al 15%, o addirittura torni al livello del 21%. Ma non sarà così, e qui di seguito ti spieghiamo anche perché.

La Cedolare Secca al 10% Sarà Prorogata

Da più parti si attende una proroga dell’aliquota 2018 della cedolare secca. L’autorevole quotidiano Il Sole 24 Ore l’11 ottobre ha reso noto che il testo della legge di stabilità per il 2018 contiene la proroga per la cedolare secca al 10% sugli affitti a canone concordato. Il testo della manovra dovrebbe essere approvato questo fine settimana.

Incerto l’Ampliamento della Cedolare Secca 2018 agli Affitti Commerciali

Il regime opzionale di cedolare secca finora non si applicava agli affitti commerciali. Una delle novità ventilate per il 2018 era l’ampliamento del regime di cedolare anche alle locazioni dei locali ad uso commerciale.

Di recente, il vice ministro dell’Economia Enrico Morando aveva dichiarato che la cedolare secca sugli affitti commerciali sarebbe stata molto onerosa. Però, si era anche detto favorevole ad una sperimentazione. Secondo le intenzioni di Morando, la cedolare secca sugli affitti commerciali sarebbe stata limitata ai giovani imprenditori ed alle nuove attività.

Al momento l’ampliamento dell’aliquota della cedolare secca 2018 è fortemente incerto, e non è possibile compiere alcuna previsione.

Le Aliquote della Cedolare Secca per il 2018

Le aliquote della cedolare secca per il 2018 non cambiano. La cedolare secca al 10% si applica a:

  • tutti gli affitti a canone concordato
  • i contratti d’affitto stipulati con studenti universitari
  • i contratti transitori

La  cedolare secca al 21% si applica a:

  • gli affitti a canone libero
  • gli affitti brevi
  • a tutti gli intermediari immobiliari, soprattutto a quelli che offrono i propri servizi online.

Le Agevolazioni Fiscali per il 2018

Altre novità per il 2018 riguardano chi ha optato per la cedolare secca con il contratto di locazione a canone concordato. Si tratta di sgravi fiscali ed agevolazioni che sono stati introdotti dal Decreto del 16 gennaio 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Se Sei Proprietario di un Immobile

A partire dal 2018 potrai:

  • ottenere una riduzione del 30% del reddito imponibile IRPEF, se nella dichiarazione dei redditi indichi gli estremi della registrazione del contratto di locazione, relativi alla dichiarazione IMU
  • ottenere una riduzione del 75% dell’IMU e della Tasi, che devi al comune dove si trova l’immobile che hai fittato con canone concordato.

Se Sei Affittuario di un Immobile il 2018 reca buone nuove anche per te:

  • è stata riconfermata la detrazione dei canoni di affitto che pagherai nel 2018. La detrazione si calcola in base alla tua fascia di reddito, con un tetto massimo di reddito annuo di circa 30.000 Euro
  • se scegli di trasferire la residenza nell’appartamento che hai affittato, puoi godere di una seconda detrazione. Si tratta di una detrazione dall’importo più consistente, di circa 900 euro per i primi tre anni

Le Scadenze per il 2018

Non variano le scadenze per il versamento dell’imposta sostitutiva nel 2018. Ti ricordiamo che il pagamento della cedolare secca può avvenire

  • in un’unica soluzione
  • versando un acconto ed un saldo

Il pagamento in un’unica soluzione è obbligatorio se l’importo da versare è minore di 257,52 Euro. Se invece l’importo è superiore a questa soglia, potrai pagare la cedolare secca in due rate.

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Le scadenze per il versamento della cedolare secca nel 2018 non varieranno

La scadenze da ricordare sono le seguenti:

  • 30 giugno 2018 per il pagamento dell’acconto
  • 30 novembre 2018 per il pagamento della seconda rata
  • 30 novembre 2018 per il pagamento della cedolare secca in un’unica rata

I Nuovi Modelli di Contratto per il 2018

Di solito la stipula di un contratto di affitto con cedolare secca avviene usando i fac-simile di contratto oppure, per i più precisi, recandosi da un avvocato.

Si tratta di due ottime soluzioni, ma ricorda che puoi usare il fac-simile di contratto solo per i contratti di locazione a canone libero.

Se vuoi stipulare un contratto di locazione a canone concordato, e godere anche per il 2018 dell’aliquota del 10% sulla cedolare secca dovrai usare i modelli predisposti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’uso di questi modelli è obbligatorio per:

  • i contratti di locazione ad uso abitativo,
  • i contratti per studenti
  • i contratti transitori

Si tratta di tre diversi modelli di contratto, pubblicati dal Ministero sul sito della Gazzetta Ufficiale, che ti invitiamo a consultare.

In Sintesi

Ecco le novità da tenere a mente per l’anno prossimo:

  • l’aliquota 2018 della cedolare secca al 10% sarà prorogata
  • la cedolare secca non sarà estesa al fitto dei locali commerciali
  • le scadenze per il versamento della cedolare secca sono il 30 giugno (acconto) ed il 30 novembre (unica rata, e seconda rata)
  • per la stipula del contratti di locazione ad uso abitativo, transitori e per studenti con canone concordato dovrai usare gli appositi modelli pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale

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3 Comments

    1. E quindi che senso ha estendere i contratti concordati , con cedolare secca,a tutti i comuni se poi le agevolazioni fiscali rimangono solo per i comuni ad alta densità abitativa e ai capoluoghi di provincia? A me sembra incostituzionale un’applicazione di questo genere.

  1. Caro Giancarlo, sono perfettamente concordo con te la legge dovrebbe essere uguale per tutti e questo lo dico ai legislatori. E’ sicuramente impugnabile perché incostituzionale. Che differenza c’è tra chi affitta un immobile nei comuni e capoluoghi ad alta densità abitativa ed in piccoli Comuni? Non capisco come abbia fatto la Corte Costituzionale a legittimare questa evidente disparita’. Povera Italia e poveri affittuari.

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