Cedolare Secca

Contratto transitorio: Cedolare secca al 10%, ecco le novità per il 2017

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Buone nuove per i proprietari di casa. Secondo l’Agenzia delle Entrate, da aprile 2017 è possibile applicare il regime di cedolare secca anche ai contratti transitori.

Il regime di cedolare secca è stato introdotto dal Decreto Legislativo 23/2011. Finora questo regime facoltativo si applicava solo a due tipologie di contratti:

  • contratti di locazione a canone concordato, della durata di 3 + 2. L’imposta sostitutiva era pari al 10% (per alcune tipologie di abitazioni)
  • contratti di locazione a canone libero, della durata di 4 + 4. L’imposta sostitutiva era pari al 21%.

Da aprile 2017 il regime di cedolare secca si applica anche ai contratti transitori

I proprietari di immobili che desideravano dare in affitto un appartamento per periodi brevi, ad esempio a studenti o lavoratori, si ritrovavano esclusi da queste agevolazioni.

Un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, comunicata a Telefisco 2017, però ha cambiato le carte in tavola. Da adesso, potrai pagare un’imposta sostitutiva del solo 10% sui contratti di locazione della durata da 1 a 18 mesi.

Le principali informazioni sui contratti di affitto transitori con cedolare secca sono contenute nella circolare 8/E del 7 aprile 2017. Questo articolo riassume i cambiamenti più importanti introdotti dall’interpretazione dell’Agenzia.

Chi può esercitare l’opzione per la cedolare secca sugli affitti brevi?

L’opzione è fruibile da tutti i locatori, ma a tre condizioni:

  1. Il locatore deve essere una persona fisica.

Se sei proprietario del tuo immobile, puoi accedere a questo regime agevolato. Se invece ad esempio il tuo immobile è intestato ad una tua società, questa agevolazione non è disponibile.

  1. Il tuo immobile deve trovarsi in un capoluogo di provincia, o in un’area metropolitana.

E’ necessario possedere un appartamento a Roma, Milano, o Palermo, o in un Comune con più di diecimila abitanti.

  1. Devi stipulare un contratto di locazione a canone concordato.

Nei centri urbani dove si applica il regime di cedolare secca sugli affitti transitori, non è possibile applicare il canone di locazione in base all’equilibrio tra domanda ed offerta di immobili. E’ richiesto il rispetto dei prezzi determinati in base ad accordi locali. Devi inoltre rinunciare ad ogni aggiornamento del canone di locazione per tutta la durata del contratto.

Quali tipologie di immobili sono esclusi dal regime di cedolare secca?

Il regime della cedolare secca non si applica agli immobili inclusi nella categoria catastale A/10, ma solo agli immobili ad uso abitativo. Se sei proprietario di locali ad uso ufficio o studio privato, non potrai godere di questa agevolazione.

Se desideri più informazioni, o hai dei dubbi, scarica la tabella delle categorie catastali.

Contratto transitorio a cedolare secca: Quali sono i risparmi?

La misura concreta del risparmio dipende dal canone di fitto che applicherai al contratto transitorio. In linea di massima, secondo dati pubblicati dal Sole 24 Ore, il risparmio medio si aggira intorno ai 500 euro.

Ricorda che la  circolare 8/E del 7 aprile 2017 ha efficacia retroattiva. Se finora hai pagato un’aliquota del 21%, da adesso puoi chiedere il rimborso della differenza presentando una dichiarazione integrativa.

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La cedolare secca nei contratti transitori ti consente di risparmiare fino a 500 euro.

Come per tutti i contratti a canone concordato, anche i contratti transitori stipulati con cedolare secca ti permettono di godere di riduzioni sull’Imu e sulla Tasi. Si tratta di agevolazioni previste dalla legge di stabilità del 2016, che ti permetteranno di risparmiare il 25% sull’importo di queste due tasse.

Come si applica il regime di cedolare secca al contratto transitorio?

Per godere del risparmio possibile applicando la cedolare secca agli affitti transitori, devi stipulare un contratto di affitto seguendo lo schema del Decreto Interministeriale 16 gennaio 2017, allegato B. Per aiutarti, abbiamo messo a tua disposizione un fac-simile di contratto di locazione transitorio con cedolare secca, che potrai scaricare e stampare da questo link.

Come si paga l’aliquota?

Se sei un proprietario alle prime esperienze di locazione, non temere! La cedolare secca si paga secondo lo stesso meccanismo dell’Irpef. Le scadenze che devi ricordare sono:

  • il 16 giugno di ogni anno, per il pagamento del saldo
  • il 16 dicembre di ogni anno, per il versamento dell’acconto

Il modello da utilizzare è il classico modello F24 dell’Agenzia delle Entrate, che puoi consultare e scaricare qui.

Cosa succede alla scadenza del contratto?

Alla scadenza del contratto, non avrai bisogno di comunicare la cessazione all’Agenzia delle Entrate, poiché il contratto di locazione transitorio cesserà automaticamente.

Quali sono rischi per i proprietari di casa?

L’introduzione del regime di cedolare secca per i contratti transitori non introduce nessun nuovo rischio per i proprietari di casa.

E’ buona norma però prestare molta attenzione durante la stipula del contratto. Se stipuli un contratto di locazione transitoria a canone libero anziché a canone concordato, violi la legge.

In caso di contenzioso tra te ed il conduttore, un giudice potrebbe equiparare un contratto transitorio stipulato in violazione della legge ad un normale contratto 4 + 4. Quindi, potresti dover restituire al conduttore la differenza tra l’importo del fitto a canone libero, e l’importo a canone concordato.

Come posso ottenere consigli o assistenza?

Esistono molte associazioni nate per tutelare i diritti dei proprietari di casa. Le più importanti sono la UPPI  (Unione dei Piccoli Proprietari Immobiliari) e la APCC (Associazione Piccoli Proprietari Case). Puoi rivolgerti alle loro sedi territoriali.

Se invece preferisci ricevere una consulenza più veloce, puoi rivolgerti ad un esperto in locazioni.

Contratto transitorio con cedolare secca: in sintesi

Grazie alla cedolare secca sul contratto transitorio, da aprile 2017 potrai:

  • versare un’aliquota di solo il 10%, su tutti i contratti di affitto da 1 a 18 mesi.
  • Richiedere il rimborso delle aliquote versate in eccesso, ma solo se finora avevi pagato un’aliquota al 21%.
  • Risparmiare fino al 25% su Imu e Tasi

Ricorda che il documento di riferimento principale è la circolare 8/E, e che le informazioni fornite da questo articolo non sono un parere giuridico, né sostituiscono o interpretano il testo della circolare, o del D.L. 23/2011.

Per qualsiasi altro chiarimento, ti invitiamo a consultare la normativa in materia di affitti transitori con cedolare secca, disponibile gratis sul sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure di contattare un professionista.

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4 Comments

  1. […] Durante il primo anno di esercizio dell’opzione della cedolare secca, il codice 1840 non va utilizzato, poiché l’acconto non è dovuto. L’acconto è sempre calcolato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente, che si tratti di cedolare secca sui contratti a canone libero, a canone concordato o finanche di cedolare secca sui contratti di affitto transitori. […]

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