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Atto di provenienza immobile: cos’è e come richiederlo

25 mar6 min. di lettura
Vanessa GuerrieroVanessa Guerriero

Se stai affrontando una compravendita immobiliare o stipulando un mutuo, avrai notato tra i documenti necessari anche l’atto di provenienza immobile. Di cosa si tratta e come puoi ottenerlo? Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’atto di provenienza della tua casa.

 

Atto di provenienza immobile, cos’è

L’atto di provenienza immobile è un documento pubblico elaborato da un notaio o un altro pubblico ufficiale che certifica la legittimità di disposizione del diritto reale del proprietario su un determinato immobile.

Si tratta quindi del documento che ufficialmente sancisce il passaggio di un proprietà, ripercorrendo la storia della casa e dei suoi proprietari nel tempo, descrivendone anche le caratteristiche specifiche in modo estremamente dettagliato cosí da poter verificare la corrispondenza dell’atto con tutti gli altri documenti.

Al suo interno troviamo tre informazioni principali:

  • l’identità del soggetto che vanta il diritto di proprietà sull’immobile (in caso di più proprietari, viene indicata sul documento anche l’entità delle quote spettanti a ciascuno di essi);
  • l’origine della titolarità sull’immobile, e quindi se si tratta di piena proprietà, usufrutto, nuda proprietà o altro;
  • eventuali clausole di utilizzo del bene, come vincoli, limitazioni o altro.

 

Tipologie di atto di provenienza di una casa

La tipologia di atto viene riportata tramite apposita dicitura nel titolo della prima pagina. L’atto di provenienza di una casa si può presentare sostanzialmente in 3 tipologie:

  • Atto notarile, stipulato da un notaio in qualità di pubblico ufficiale a prescindere dalla tipologia di operazione immobiliare e che deve comprendere al suo interno una serie di elementi indispensabili: la natura dell’atto; il nominativo del notaio; la data di stipula; il numero di repertorio notarile; la data di trascrizione/iscrizione nei pubblici registri; il registro generale (casella) ed il registro particolare (articolo).
  • Dichiarazione di successione, nel caso di eredità rappresenta anche l’atto di provenienza e dovrà essere trascritta nei pubblici registri.
  • Sentenza giudiziale, terminata una causa per usucapione o una procedura esecutiva immobiliare, il Giudice emette una sentenza che assevera la proprietà dell’immobile. La sentenza costituisce quindi un atto di provenienza. 

Anche l’atto di donazione può costituire un atto di provenienza, ma non viene indicata tra le tipologie principali poiché presenta una serie di problematiche, soprattutto se utilizzato per accendere il mutuo. Solitamente le banche sono molto restie a concedere mutui su case acquisite tramite donazione. Questo perchè, per 10 anni a decorrere dalla data di decesso del donatore e 20 anni dalla data della donazione, se il donante è ancora in vita, gli altri eredi possono rivalersi se ritengono di avere un diritto anche sull’immobile in questione. Trascorsi questi termini, la donazione non presenta ulteriori problemi.

 

Quando serve il certificato di provenienza di un immobile

L’atto di provenienza immobile serve principalmente in 3 circostanze:

  • Stipula di un atto di compravendita, poiché occorre verificare che il venditore sia effettivamente il proprietario, la natura di questo diritto reale (proprietà piena o nuda, usufrutto, ..), il regime (comunione o separazione) e la quota nel caso di più soggetti. Va anche verificato se siano presenti sull’immobile eventuali vincoli, servitù (attive o passive), condizioni sospensive o limitazioni.
  • Richiesta di mutuo ipotecario, poiché occorre verificare la presenza di un diritto reale valido sull’immobile da ipotecare. L’atto di provenienza servirà al notaio per effettuare queste verifiche, tramite una visura ipotecaria ventennale.
  • Certificazione ventennale per esecuzione ventennale, prevista dall’art 567, comma 2 del Codice di Procedura Civile e che ha la finalità principale di asseverare che il bene immobile sottoposto a procedura esecutiva sia effettivamente di proprietà del debitore.

 

Atto di provenienza immobile, come richiederlo

Ma come si può richiedere l’atto di provenienza di un immobile? Come visto in precedenza, l’atto di provenienza immobile è un atto pubblico depositato negli uffici dei pubblici registri. Ci sono diverse modalità per poter presentare la richiesta:

  • Recandosi allo studio notarile che ha stipulato l’atto
  • Tramite il portale Sister dell’Agenzia delle Entrate per i documenti trascritti dalla seconda metà degli anni ‘70 in poi
  • Agli sportelli degli Uffici di Pubblicità Immobiliare per i documenti trascritti nel periodo antecedente al ’74
  • Se l’atto di provenienza è una successione, il documento sarà depositato nel Registro delle Successioni, detenuto dal cancelliere del Tribunale.

Per effettuare la richiesta di accesso occorre conoscere una serie di informazioni relative all’atto di provenienza in questione:

  • La data in cui l’atto è stato elaborato
  • Il nome del notaio che ha stipulato l’atto
  • Il numero di repertorio
  • La tipologia di atto

In aggiunta, è utile ma non obbligatorio recuperare anche le seguenti informazioni:

  • La data di trascrizione/iscrizione nei pubblici registri
  • Il registro, sia generale che particolare, in cui è stato iscritto l’atto

Se non riesci a recuperare tutti i dati, potrai richiedere una visura catastale per risalire al numero di protocollo e al nome del notaio. Tramite queste informazioni potrai richiederei allo studio notarile di risalire al documento richiesto. Se il notaio che ha stipulato non esercita più, la richiesta può essere fatta all’Archivio Distrettuale Notarile preposto o all‘Agenzia delle Entrate (Conservatoria dei Pubblici Registri Immobiliari). In tal caso ti verrà rilasciata una copia dell’atto o semplicemente le informazioni necessarie.

 

I costi per richiedere o consultare l’atto

Il costo di una copia dell’atto di provenienza autenticato richiesto all’Archivio distrettuale notarile dipende dalle informazioni a disposizione, dal formato richiesto e dagli eventuali costi di spedizione:

  • 1 euro per ogni singola richiesta;
  • 1,50 euro per ogni 25 righe oppure 3,00 euro se la necessità è immediata;
  • 10 euro per la sola lettura e ispezione;
  • 16 euro per la ricerca dell’atto richiesto e per la marca da bollo in caso di rilascio per via telematica;
  • 18,00 euro per il rilascio della copia autentica informatica o cartacea;
  • 27,00 euro per rilascio della copia esecutiva.

Per evitare ritardi e ulteriori accertamenti, il consiglio è quello di richiedere sempre una copia conforme dell’atto, evitando di accettare copie non autenticate o una nota di trascrizione, che non hanno pieno valore legale. Una copia autentica in carta libera, in quattro facciate può costare 30€. Nel caso di richiesta allo studio notarile, sarà lo studio stesso a determinare il costo.

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