Contratto di Locazione

Registrazioni dei contratti di locazione e affitto immobili: adesso c’è il modello RLI

Considering the tax shelter, di JD Hancock, fonte Flickr
974views

Nasce il documento fiscale “dedicato” a locazioni e affitti: serve per denunciare i nuovi contratti e le vicende successive alla conclusione degli stessi, ma anche per adempiere agli obblighi di legge e avvalersi dei benefici fiscali, come ad esempio la cedolare secca. Vi spieghiamo in cosa consiste.

In vigore da oggi

Registrare i contratti di locazione/affitto è da sempre obbligatorio per legge. Lo Stato chiede a tutti i cittadini di far saper all’amministrazione fiscale quando viene concluso (o modificato) uno di questi accordi, per due motivi principalmente: da un lato per poter tassare la locazione con i relativi tributi, come l’imposta di registro e a seguire le imposte sui redditi che ne trae il locatore; dall’altro (esigenza emersa più concretamente negli ultimi vent’anni) per avere contezza delle movimentazioni relative ai diritti sugli immobili.

Oggi lo Stato ha esigenza di verificare quale disponibilità in concreto venga fatta di un immobile per poter dare seguito ai suoi poteri controllo di controllo sui contribuenti e sull’intero sistema fiscale.

Si pensi ad una casa che venga dichiarata prima residenza da un proprietario che poi otterrà l’esenzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi. L’obbligo di dichiarazione farebbe emergere una eventuale locazione che come tale sarebbe incompatibile con la residenza del proprietario di casa….

Ciò che cambia con il provvedimento emanato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate lo scorso 10 gennaio, è il modello di dichiarazione da inviare all’amministrazione pubblica, che viene semplificato e aggiornato in modo da esser utilizzato per tutte le vicende relative ai contratti di locazione e affitto.

Quando si usa il modello RLI?

Fino ad oggi l’Amministrazione prevedeva una modulistica unica per tutti gli atti da registrare: tale era ed è il modello 69 che rimane in vigore per tutti gli atti che non riguardano la materia delle locazioni e degli affitti. In ogni caso li provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che istituisce il modello RLI ne richiede l’impiego solo per queste ipotesi:

  1. richieste di registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili;
  2. proroghe, cessioni e risoluzioni dei contratti di locazione e affitto di beni immobili;
  3. comunicazione dei dati catastali ai sensi dell’articolo 19, comma 15, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78;
  4. esercizio o revoca dell’opzione per la cedolare secca;
  5. denunce relative ai contratti di locazione non registrati, ai contratti di locazione con canone superiore a quello registrato o ai comodati fittizi.

E’ ancora necessario allegare una copia del contratto di locazione/affitto in bollo?

Fino ad oggi era necessario allegare l’atto che è oggetto di registrazione, in originale e in bollo, ma la novità del modello RLI è che possiamo anche non allegare l’originale se ricorrono le seguenti condizioni:

  • un numero di locatori e di conduttori, rispettivamente, non superiore a tre,
  • una sola unità abitativa ed un numero di pertinenze non superiore a tre;
  • tutti gli immobili devono essere censiti con attribuzione di rendita;
  • il contratto contiene esclusivamente la disciplina del rapporto di locazione e, pertanto, non comprende ulteriori pattuizioni;
  • il contratto è stipulato tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di un’impresa, arte o professione.
house on a pile of money, fonte Flickr
house on a pile of money, fonte Flickr

Desideri supporto nella gestione del tuo immobile da affittare? Visita il sito

Come si presenta all’Agenzia delle Entrate il modello RLI?

Da tempo l’amministrazione finanziaria ha implementato funzioni telematiche con firma elettronica per inviare le dichiarazioni: queste modalità possono essere utilizzare direttamente dal contribuente, oppure avvalendosi di un centro di assistenza fiscale o un commercialista. In alcuni casi possiamo prenotare un appuntamento presso l’Agenzia delle Entrate ed effettuare l’invio assistito grazie al personale dell’Ente.
Ciò che è certo è che in diversi casi, come per il modello RLI l’invio telematico è obbligatorio e per farlo è necessario utilizzare le applicazioni che la stessa amministrazione mette a disposizione.

Per effettuare in autonomia l’invio telematico è necessario ottenere un’abilitazione dalle Entrate: http://telematici.agenziaentrate.gov.it/Main/Registrati.jsp

Se invece volete avvalervi degli uffici dell’amministrazione finanziaria dovete prendere appuntamento da qui: https://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/cup/prenotazionionline.htm?step_index=1&last_step=0&reset_session=1

Ciascun invio telematico può contenere i dati relativi alla richiesta di registrazione di un solo contratto ovvero alla comunicazione di uno o più adempimenti successivi da riferire ad un solo richiedente.

Sarà possibile utilizzare il modello 69 fino a marzo: la previsione transitoria è stata fatta proprio per agevolare il passaggio al nuovo sistema.

Conclusioni

E’ obbligatorio, ma non è un adempimento così difficile da costringerci ad utilizzare servizi terzi:

la compilazione del modello RLI può essere anche la prima valida occasione per cimentarci con le procedure automatizzate della pubblica amministrazione, fermo restando di prestare attenzione adeguatamente alle istruzioni messe a disposizione dalle Entrate.

Ciò che invece non dobbiamo dare per scontato è il presupposto di ciò che dichiariamo e questo vale in particolare per la comunicazione relativa alla cedolare secca che come tutti i benefici fiscali richiede una attenta valutazione di convenienza.

Desideri supporto nella gestione del tuo immobile da affittare? Visita il sito

Foto di copertina: Considering the tax shelter, di JD Hancock, fonte Flickr.

Vuoi registrare il tuo contratto di affitto?

SCARICA IL MODELLO RLI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE




1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...

Leave a Response

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Alessandro Rocchi
Sono un avvocato toscano di 38 anni. Nel 2006 ho lasciato il mare di Livorno per vivere a Bologna… follia? No, perché qui ho trovato una realtà vivace che mi ha permesso di crescere e costruire la mia vita e la mia professione senza rinnegare me stesso! Difendo cittadini e imprese, occupandomi di diritto ICT e bancario, ma anche di tutela dei consumatori (sono avvocato Codacons). Sostengo la filosofia "Open Knowledge" e per questo sono convinto che la condivisione e il libero accesso alla conoscenza siano una base fondamentale per rendere migliore la nostra società.