domenica, giugno 24, 2018
Contratto di Locazione

Il Fac-Simile della Ricevuta del Pagamento dell’Affitto

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In questo post mettiamo a tua disposizione il fac-simile della ricevuta per il pagamento dell’affitto. Puoi scaricare il nostro fac-simile della ricevuta dell’affitto, stamparlo e compilarlo. Il fac-simile è utile per:

  • i contratti di locazione a canone libero
  • i contratti di locazione a canone concordato, con o senza cedolare secca

Trovi il modulo immediatamente qui sotto, seguito da alcuni chiarimenti su quando l’emissione della ricevuta del canone di locazione è obbligatoria.

Il Fac-Simile della Ricevuta dell’Affitto

FAC-SIMILE RICEVUTA D’AFFITTO

Egr. Sig. [Inserire il Nome dell’Inquilino]

 

___________________, lì ___________________

 

OGGETTO: Ricevuta di pagamento canone di locazione.

In riferimento al contratto di locazione stipulato in data _______________, registrato a ___________ il giorno ________________ al n. ____________ serie _______, con ad oggetto l’appartamento sito in _________________, Via ______________________ n. _________, con la presente si dichiara la ricevuta delle somme qui di seguito indicate:

  • Canone di locazione per il periodo dal ___________ al _______________Euro
  • Aggiornamento ISTAT dal ____________ al _____________ Euro
  • Imposta di bollo Euro 1,81

TOTALE  Euro

[Firma del Locatore]

________________________

A Cosa Serve la Ricevuta d’Affitto?

La  ricevuta d’affitto è un documento che ogni proprietario di casa deve emettere quando riceve il pagamento del canone di locazione da un inquilino. Si tratta di un modo importante per provare che hai ricevuto il canone di locazione, se sei un proprietario. Se sei un inquilino, la ricevuta funziona allo stesso modo: dimostra che sei in regola con il pagamento del canone.

Quando Si Usa la Ricevuta d’Affitto?

In teoria, la ricevuta d’affitto dovrebbe essere usata sempre, ogni volta che ricevi – o paghi – il canone di locazione. L’obbligo di emettere la ricevuta sussiste anche nei casi in cui il canone di locazione è pagato:

  • mediante bonifico bancario
  • tramite versamento su conto corrente postale
  • con trasferimento su carta prepagata
  • mediante Paypal o altri mezzi di pagamento elettronici

In tutti questi casi, nella prassi la ricevuta d’affitto non si usa più, poiché è convinzione che tutti questi pagamenti siano rintracciabili. Però, considera che la legislazione su questa materia è rimasta un po’ indietro. La norma principale di riferimento è l’articolo 1199 del Codice Civile, che recita:

“il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore.”

Per comprendere se la ricevuta è veramente obbligatoria o meno, bisogna capire cosa significa “quietanza”. Ovvero: una ricevuta di versamento su conto corrente postale è considerata una quietanza? E che dire di una ricevuta emessa da Paypal o da Skrill? A queste domande, il legislatore non sembra aver ancora fornito una risposta.

Certo,  il Decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 26 ottobre 1972, che puoi trovare qui parla di ricevuta d’affitto, ma si tratta pur sempre di un decreto emanato nel 1972, quando internet e la moneta elettronica erano ancora fantascienza.

Nel frattempo, soprattutto chi ancora versa il canone di locazione in contanti – e non sono poche persone – fa meglio a richiedere sempre la ricevuta dell’affitto. Oppure ad emetterla se si tratta di un proprietario di casa.

E’ Necessario Apporre la Marca da Bollo  sulla Ricevuta d’Affitto?

La risposta a questa domanda è si. La marca da bollo va sempre apposta sulla ricevuta d’affitto. Questa regola è stata introdotta nel 1972 dal DPR 642, ed è tuttora vigente. Quindi, per la cronaca, se rilasci una ricevuta d’affitto senza la marca da bollo commetti un’irregolarità.

Ma guardiamo più da vicino alla questione della marca da bollo. Il DPR 642 e tutte le sue modifiche rendono obbligatorio apporre una marca da bollo su tutte le fatture per importi superiori a 77,47 Euro e non soggette ad IVA.

Quindi chi riceve un canone di locazione normale deve emettere la ricevuta, con una marca da bollo. Il costo della marca da bollo è irrisorio – si tratta di soli 1,81 Euro.

La Ricevuta d’Affitto Senza Marca da Bollo è Valida?

Chi emette una ricevuta d’affitto senza la marca da bollo si espone al rischio di sanzioni amministrative. Le sanzioni possono variare da 1 a 5 volte l’importo della marca da bollo. Nel peggiore dei casi quindi, dovrai sborsare una somma intorno ai 10 Euro. Si tratta di un importo veramente irrisorio. In ogni caso è un importo che va pagato, il che è pur sempre un fastidio.

Chi Deve Acquistare la Marca da Bollo?

Il DPR 642 rende la marca da bollo obbligatoria, ma non precisa chi in concreto deve sborsare gli 2,00 Euro per acquistarla. In pratica, è stato introdotto l’uso per cui il proprietario è responsabile per l’acquisto della marca da bollo.

L’inquilino ha le sue responsabilità, che sussistono nel verificare che la marca da bollo sia dell’importo corretto, e che sia stata effettivamente apposta sulla ricevuta d’affitto.

In caso di violazioni, se contestate dall’autorità, il proprietario e l’inquilino sono ritenuti responsabili in solido per la mancata apposizione di una marca da bollo. La responsabilità solidale di proprietario ed inquilino è stata introdotta per scoraggiare gli affitti in nero, dove in genere il proprietario non dichiara il reddito da locazione, e quindi non emette neanche la ricevuta d’affitto.

Gli affitti in nero sono un fenomeno ancora abbastanza diffuso, ma che comporta rischi molto elevati. Come abbiamo spiegato in altri post, in caso di contenzioso il giudice può ordinare al proprietario di affittare l’appartamento con regolare contratto, ma ad un canone davvero irrisorio, e per periodi di tempo che possono raggiungere anche otto anni.

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