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IMU e TASI

IMU e TASI: Tutte le Novità del 2020

December 18, 2019|401 views
Diana della SpinaDiana della Spina

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto novità importanti per tutti i proprietari di casa. Il governo ha deciso di abolire la TASI, e di accorpare le tasse sui costi indivisibili dei Comuni all’IMU. È nata così la nuova IMU, una tassa che sarà a carico del solo proprietario. Gli inquilini, che prima dovevano pagare una quota della TASI, dal 2020 non dovranno versare più questo tributo. Ma vediamo come funzioneranno l’IMU e la TASI nel 2020.

In questo articolo trovi tutte le domande più frequenti sull’IMU e la TASI. L’iter legislativo della Legge di Bilancio non è ancora terminato, e qualcosa potrebbe cambiare all’ultimo momento. Noi continuiamo a seguire la Legge di Bilancio, e ti terremo al corrente di tutti gli eventuali cambiamenti.

IMU e TASI: Le Novità della Manovra 2020

La Legge di Bilancio 2020 è stata approvata il 15 ottobre 2019, ma non è ancora entrata in vigore. L’iter parlamentare della legge non è ancora terminato. Lunedì 16 dicembre al Senato è stata chiesta la fiducia sulla legge, che quindi è passata alla Camera. I tempi per eventuali modifiche però sono troppo stretti, quindi la Legge di Bilancio può considerarsi più o meno approvata.

Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, la TASI sarà definitivamente abolita. L’articolo 95 della Legge di Bilancio infatti ha considerato la TASI come una duplicazione dell’IMU. La TASI è un tributo riscosso dal tuo Comune per finanziare i servizi indivisibili. Con gli introiti derivanti dalla TASI ad esempio il tuo Comune garantisce l’illuminazione pubblica, ma anche scuole e asili comunali, i servizi di anagrafe e tanto altro. Ma anche gli introiti che derivano dall’IMU sono usati per finanziare gli stessi servizi. Quindi il governo Conte bis ha deciso di accorpare IMU e TASI in un solo tributo.

La TARI invece continuerà ad esistere e ad essere riscossa così come lo è adesso.

La Legge di Bilancio dovrebbe semplificare la vita dei contribuenti, perché a partire dal 1 gennaio 2020 non sarà più necessario versare IMU e TASI in maniera separata.

Dobbiamo Aspettarci un Aumento dell’IMU e della TASI nel 2020?

Mentre aspettano l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, tante persone si chiedono se l’IMU e la TASI aumenteranno nel 2020. L’aliquota base dell’IMU per tutto il 2020 sarà pari all’8,6 per mille. Si tratta di un’aliquota fissata dal governo. Il governo però non è l’unica parte in gioco nella questione IMU e TASI. Grazie al federalismo fiscale, oggi i sindaci hanno molto più potere che in passato. Quindi possono decidere di rimodulare l’aliquota in base alle esigenze del tuo Comune.

Questo significa che il tuo Comune di residenza potrebbe portare l’aliquota IMU 2020 alla soglia massima del 10,6 per mille. Ma solo se finora l’aliquota era più bassa. Se il tuo Comune applicava già l’aliquota IMU massima, fino a dicembre 2020 potrebbe portare l’aliquota all’11,4 per mille. Si tratta di un aumento straordinario, che durerà solo 12 mesi, e che non riguarderà tutti i Comuni.

Il tuo Comune però potrebbe anche decidere di applicare un’aliquota IMU inferiore all’8,6 per mille, o addirittura di azzerare l’aliquota IMU. Per sapere come cambieranno le aliquote, ti consigliamo di consultare le delibere comunali, che trovi sul sito del Dipartimento delle Finanze.

Chi Deve Pagare la Nuova IMU?

La Nuova IMU andrà pagata da tutti i soggetti di imposta che finora hanno pagato l’IMU. Si tratta dei proprietari di una seconda casa. L’unica differenza con il passato è che adesso il proprietario di casa dovrà accollarsi l’intero importo della TASI, che prima era divisa tra il proprietario e l’inquilino. Questa regola vale non solo per chi ha concesso il suo immobile in affitto, ma anche per chi lo ha dato in comodato d’uso.

Ecco l’elenco completo degli immobili soggetti alla nuova IMU:

  • tutte le seconde case
  • gli uffici e gli studi privati
  • tutti gli immobili iscritti nelle categorie catastali da B/1 a B/8
  • i negozi e le botteghe (categoria catastale C/1)
  • tutte le cantine, i magazzini, e i locali adibiti a deposito (categoria catastale C/2)
  • tutti i laboratori artigianali (categoria catastale C/3)
  • i locali dove si svolgono attività sportive senza scopo di lucro (categoria catastale C/4)
  • gli stabilimenti balneari (categoria catastale C/5)
  • i garage, le scuderie, le rimesse e le stalle (categoria catastale C/6)
  • tutti i locali iscritti nelle categorie catastali da D/1 a D/12

Qual È la Definizione di Prima Casa?

Questa è la domanda che tante persone chiedono, per capire se devono veramente pagare la Nuova IMU. La prima casa è qualsiasi immobile iscritto al catasto, dove tu e i componenti della tua famiglia dimorate abitualmente. Per intenderci, la prima casa è la casa dove hai registrato la tua residenza all’anagrafe, e dove dimori abitualmente.

Quando in famiglia ci sono due case, molto spesso i coniugi si intestano ciascuno dei due appartamenti, e vi stabiliscono la dimora abituale e la residenza anagrafica. Però continuano a vivere nella stessa casa. Se gli immobili si trovano nello stesso Comune, l’esenzione dall’IMU si applica sono ad uno degli immobili, e non a tutti e due. Quindi su una delle due case dovrai pagare l’IMU.

Per quanto riguarda le pertinenze della prima casa, valgono le stesse regole di prima. Tutte le pertinenze della tua prima casa sono esenti da IMU. Quindi l’IMU non si paga sulle cantine, sui magazzini, sui box auto e sulle tettoie, ma a patto che si tratti di locali adiacenti alla tua prima casa. Inoltre, ogni pertinenza deve essere iscritta in una categoria catastale diversa. Facciamo un esempio. Hai una prima casa con due garage. Ciascuno dei due garage è iscritto nella categoria catastale C/6. Sulla prima casa non pagherai l’IMU, e uno dei due garage sarà esente dal tributo. Sul secondo garage invece l’IMU andrà pagata. Non è possibile avere due garage che sono di pertinenza di un unico immobile.

Il Mio Comune Già Applica L’Aliquota IMU Massima: Cosa Succederà nel 2020?

Se il tuo Comune già applica l’aliquota IMU massima, puoi stare tranquillo, poiché per te nel 2020 non cambierà nulla. Nelle città quali Milano e Roma, ma anche Bologna, Firenze e altre, le aliquote IMU sono già ai massimi. Il tuo Comune potrebbe portare l’aliquota massima all’11,4 per mille. Ma solo per il 2020. E non è certo che questo avvenga. Un ulteriore aumento dell’aliquota IMU non è certo, e dipende da tanti fattori. Non ultimo, la versione definitiva della Legge di Bilancio.

Se invece il tuo Comune non applica ancora l’aliquota massima, nel 2020 potresti ritrovarti a pagare un’aliquota IMU più alta. Ma neanche questo è certo. La Legge di Bilancio stabilisce solo l’aliquota massima della Nuova IMU. Tutte le altre decisioni andranno prese dal tuo Comune.

Sono Proprietario di un Immobile di Lusso: Devo Pagare la Nuova IMU?

Se possiedi un’abitazione di tipo signorile iscritta nella categoria catastale A/1, o anche un’abitazione in villa (A/8), un castello o un palazzo di eminente pregio storico e artistico (A/9) dovrai pagare la nuova IMU, ma solo se questo immobile è adibito ad abitazione principale. Nel tuo caso però l’aliquota è più bassa, e pari al solo 5 per mille. Il tuo Comune però potrebbe decidere di aumentare l’aliquota allo 0,6 per mille.

Sono Divorziato o Separato: Devo Pagare la Nuova IMU?

Un caso particolare è quello delle persone divorziate o separate. Si tratta di un caso che interessa molti, quindi ti spieghiamo la regola di base. Facciamo un esempio: sei separato o divorziato, e il giudice ha affidato a te la casa di famiglia. La casa non è tua, ma del tuo coniuge, che nel frattempo ha trovato una sistemazione altrove. Anche se tu non sei il proprietario di casa, dovrai pagare l’IMU. Se vuoi saperne di più su questo argomento, ti consigliamo di contattare il tuo avvocato, perché il Blog di Gromia fornisce solo informazioni, e non consulenza legale.

Sono Proprietario di un Immobile Inagibile: Devo Pagare la Nuova IMU?

Parliamo di questo caso, poiché purtroppo è un caso che interessa tante persone. Cosa succede se sei proprietario di una seconda casa, ma l‘immobile è dichiarato inagibile in seguito ad un terremoto, un disastro naturale, o anche per problemi strutturali? Devi pagare l’IMU? La risposta è si. Anche in questo caso dovrai pagare l’IMU. La base imponibile però sarà ridotta del 50%.

L’IMU va pagata anche se hai dato la tua prima casa in comodato d’uso ai tuoi figli.

Sono Proprietario di un Immobile Non Iscritto al Catasto: Come Posso Mettermi in Regola?

Se possiedi un immobile che non è mai stato iscritto al catasto, il tuo caso è un caso molto particolare. Le regole per calcolare la base imponibile del tuo immobile esistono. Però ti consigliamo di rivolgerti subito al tuo avvocato, che saprà spiegarti bene come si applicano queste regole, quanto dovrai pagare, ma soprattutto cosa dovrai fare per metterti in regola.

Sono Proprietario di Una Seconda Casa Data in Affitto a Canone Concordato: Quali Sono le Agevolazioni Per Me?

Se sei proprietario di una seconda casa, e hai concesso l’immobile in affitto a canone concordato, hai diritto ad uno sconto sull’aliquota IMU stabilita dal tuo Comune. Nel tuo caso l’aliquota non va applicata per intero, ma va ridotta del 75%. Anche con la Nuova IMU.

Come Cambierà il Calcolo dell’IMU e della TASI nel 2020?

Anche se IMU e TASI sono stati accorpati nella Nuova IMU, le modalità del calcolo resteranno le stesse.  Per calcolare l’IMU dovrai prima ricavare la base imponibile, che è data dalla rendita catastale rivalutata al 5%. Una volta ottenuto questo valore, dovrai applicare il coefficiente per il calcolo dell’IMU. Il coefficiente cambia in base alla categoria catastale in cui è iscritto l’immobile. Se vuoi saperne di più su come calcolare l’importo dell’IMU, leggi la nostra miniguida al calcolo del valore dell’IMU dalla rendita catastale.

Quali Saranno le Scadenze dell’IMU e della TASI nel 2020?

Le scadenze per il pagamento dell’IMU e della TASI resteranno le stesse di sempre. Una scadenza importantissima da ricordare è quella del pagamento dell’ultima rata della TASI. Come ti abbiamo spiegato, a partire dal 1 gennaio 2020 questo tributo verrà abolito. Però nel frattempo tu dovrai pagare la TASI per il 2019. La scadenza da tenere a mente è quella del 16 dicembre 2019. Che è già passata. Ma se ancora in tempo per metterti in regola.

Le scadenze per il 2020 saranno:

  • il 16 giugno, per il pagamento dell’acconto della Nuova IMU
  • il 16 dicembre, per il pagamento del saldo

Per il 2020, la prima rata della Nuova IMU sarà pari al 50% dell’importo dell’IMU e della TASI che hai versato nel 2019. A dicembre 2020 dovrai versare il conguaglio. Ovviamente dovrai tenere conto di variazioni delle aliquote di base, che saranno decise dal tuo Comune.

Come Dovrò Pagare l’IMU e la TASI nel 2020?

Le modalità di pagamento della Nuova IMU sono state semplificate. Non dovrai più pagare IMU e TASI separatamente, ma potrai utilizzare il Modello F24, un bollettino postale, o anche versare l’importo della tassa con PagoPa.

Sono un Inquilino: Cosa Cambia per Me?

Se finora hai pagato la TASI, per te le cose cambieranno in positivo. La Nuova IMU infatti graverà interamente sul proprietario di casa. L’inquilino non dovrà più pagare la sua quota della TASI. Anche prima della Legge di Bilancio, molti Comuni avevano già azzerato la TASI, quindi per tanti inquilini non cambierà molto.

Se temi aumenti del canone di locazione, puoi stare tranquillo, e ti spieghiamo subito perché. L’introduzione della Nuova IMU non cambia quasi nulla per il proprietario. Se abiti in una grande città, il tuo proprietario già pagava l’aliquota massima dell’IMU. Anche se il Comune decidesse di aumentare l’aliquota allo 11,4 per mille, l’aumento per legge sarebbe valido solo per il 2020. Chiaramente il tuo proprietario pagherebbe più tasse, ma solo per un anno. Dal 2021 infatti l’aliquota IMU tornerebbe ad essere la stessa di adesso.

Ma cosa succede se ti viene richiesto un aumento del canone di locazione? L’introduzione della Nuova IMU non può giustificare una richiesta di aumento del canone. Ma è pur sempre diritto del tuo proprietario chiederti di pagare un canone di locazione più alto. Se questo succede, ti consigliamo di contattare subito un’associazione degli inquilini, un patronato, o anche un avvocato, per capire cosa puoi fare.

 

 

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