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Condominio ed accessibilità: diritti e doveri dei condomini disabili

barriere architettoniche, fonte Google
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Il condominio è tenuto ad accettare la realizzazione di opere o l’installazione di apparecchiature per il superamento delle barriere architettoniche anche senza unanimità, purché sia chi ne usufruisce a sostenerne le spese.

Capita spesso, soprattutto nelle nostre antiche città, di imbattersi in edifici ancora oggi inaccessibili per anziani con difficoltà ad affrontare le scale o diversamente abili con ridotte capacità motorie.

Vediamo cosa comporta per i condomini migliorarne l’accessibilità.

Perché farlo?

È bene tenere presente che costituisce un’opportunità per la valorizzazione dell’edificio stesso in termini di aumento del valore di mercato, non tralasciando l’opportunità di usufruire dei vantaggi fiscali del caso.

Pertanto tutto ciò che viene realizzato per migliorare l’accessibilità di una costruzione non deve essere visto come l’assolvimento di un obbligo, civico o morale che sia, ma come una vera propria occasione per migliorare sia l’usabilità che il pregio del proprio immobile.

Come decidere se e cosa realizzare?

Dev’essere indetta un’assemblea condominiale in cui discutere (si spera pacificamente!) del tipo di intervento, delle sue modalità di realizzazione e dei relativi costi sia realizzativi che manutentivi. Sarà quella la sede in cui i condomini, o chi per loro, potranno esprimere il proprio giudizio sulla congruità dell’opera.

In deroga ai principi generali, le delibere condominiali che hanno per oggetto le innovazioni volte ad eliminare le barriere architettoniche, oppure la realizzazione di percorsi attrezzati e l’installazione di dispositivi di segnalazione al fine di favorire la mobilità dei ciechi negli edifici privati, possono essere approvate con il quorum più basso fra quelli previsti dal codice civile.

Chi deve pagare?

Coloro che hanno votato a favore sosterranno i costi per un uso esclusivo nel caso di mancanza delle dovute maggioranze.

In ogni caso, qualora il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta scritta, le deliberazioni di cui sopra, il disabile (o chi esercita su di lui la potestà o la tutela, come i genitori, l’amministratore di sostegno oppure il tutore legale) può installare, a proprie spese, servoscala o altre strutture mobili di agevole rimozione.

È inoltre possibile modificare l’ampiezza delle porte di accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe delle autorimesse. Questo tipo d’intervento può anche essere autorizzato dal giudice con provvedimento di urgenza previsto all’art. 700 c.p.c., mettendo in conto comunque una doverosa attesa di alcuni mesi!

Non è possibile pretendere che sia il condominio a realizzare le opere finalizzate al superamento delle barriere architettoniche e quindi a deliberarne la messa in opera, ma il singolo che le realizzi a proprie spese deve permettere agli altri condomini di partecipare ai vantaggi dell’innovazione, chiaramente dietro contribuzione alle spese di esecuzione e manutenzione.

rampa in muratura, fonte Google
rampa in muratura, fonte Google

Quanto si può modificare architettonicamente?

Le suddette opere, per la cui realizzazione è prevista una deroga in materia di distanze legali, non possono però recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza degli edifici, né possono alterarne il decoro architettonico o renderne talune parti comuni inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

Per esempio la costruzione di una rampa in muratura; infatti, se essa è tale da modificare l’estetica del fabbricato e da ridurre parte degli spazi comuni per l’esclusiva disponibilità del singolo, questo tipo di innovazione non è consentito a meno che non sia autorizzata da parte di tutti gli altri condomini.

A maggior ragione l’assemblea non può, a maggioranza, ledere i diritti dei condomini sulle parti di edificio di proprietà esclusiva, come nel caso in cui deliberasse l’installazione di un ascensore per favorire un disabile, determinando però sensibile deprezzamento dell’unità immobiliare di un altro condomino.

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Foto di copertina: Barriere architettoniche, fonte Google.

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Riccardo Corradino
Consulente legale "hi-tech" di formazione e di professione, il fascino dell'attività non è ancora riuscito a farmi prediligere l'esercizio della professione legale nel modo più classico dell'immaginario collettivo tra un'aula di Tribunale e l'altra. Opero prevalentemente nel settore civilistico ed amministrativistico. La mia passione per il Social Web, l'informatica ed il turismo via via mi fanno conoscere il mondo da ardente viaggiatore che ama visitare risiedendo con il massimo grado di immedesimazione nella vita di locale.