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Calano gli investimenti nell’immobiliare

29 gennaio|254 views
Miriam PeraniMiriam Perani
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L’anno che si è concluso da poco ci ha lasciati con un dato con il quale dovremo necessariamente fare i conti: il calo degli investimenti nell’immobiliare. Si tratta di un crollo drastico come alcuni si sarebbero aspettati? Cosa prospetta il futuro del settore? Scoprilo nei paragrafi che seguono.

Covid e settore immobiliare

Lo avrai già letto moltissime volte negli articoli di blog: la pandemia causata dal Covid-19 ha avuto un impatto sul mercato immobiliare, anche se in misura diversa da come i più catastrofisti si sarebbero aspettati.

Certamente le restrizioni agli spostamenti, le modalità di lavoro in remoto e la didattica a distanza hanno influito sul mercato e sugli investimenti nell’immobiliare. Se consideri che spesso gli appartamenti di piccole dimensioni venivano sfruttati come forma di investimento, è facile capire come una minore richiesta da parte di docenti, studenti e lavoratori fuori sede possa aver influito sugli investimenti nel settore. Ma cosa dicono i numeri?

Investimenti nell’immobiliare: i numeri 2020

Nonostante un calo prevedibile, non c’è stato però un crollo degli investimenti nell’immobiliare, come si poteva temere ad inizio della pandemia. Stando ai dati riferiti al 2020 riportati dall’Ufficio Studi Tecnocasa, gli investimenti nel settore avrebbero sì subito una contrazione, ma non con cifre catastrofiche.

Considera che se nel 2019 le compravendite con finalità di investimento avevano interessato il 17,9% delle transazioni, il 2020 ha visto un calo di poco più di un punto percentuale, assestandosi al 16,8%. La riduzione è ovviamente innegabile, con numeri che hanno riportato praticamente alla situazione degli investimenti al 2016.

Si tratta però di un dato medio, che può essere ridimensionato fortemente entrando più a fondo nell’analisi dei dati.

Gli investimenti nelle grandi città

Focalizzandosi solo sulle grandi città, i dati cambiano in modo importante; considera che restringendo l’analisi alle metropoli italiane, la contrazione degli investimenti si riduce, con un calo dello 0,2% in riferimento al primo semestre. I passaggi di proprietà ai fini d i investimento sono passati infatti dal 24,9% del 2019 al 24,7% dello scorso anno, con una riduzione ben al di sotto del dato medio.

Si tratta di dati indicativi, anche perché considerano periodi diversi dall’anno; nell’attesa di dati ancora più approfonditi, possiamo però fare alcune considerazioni sulla contrazione degli investimenti, che ha interessato in modo molto diverso le città italiane.

Gli acquisti con lo scopo di investimento sono molto differenti in base alla città presa in  considerazione; a Milano il calo è stato significativo, con un passaggio dal 26,1% al 23,3%. Numeri inferiori per Napoli, che ha visto un passaggio dal 39,1% al 37,2%, mentre la contrazione a Genova è stata di 1,2 punti percentuali, con il 16,6% delle compravendite a scopo di investimento, rispetto al 17,8% dell’anno precedente.

Più importante è stato invece il calo a Verona, dove gli immobili acquistati per investimento sono passati da un terzo delle compravendite totali al 28,2%. A questo proposito è necessaria una precisazione.

Investimenti nell’immobiliare e destinazione d’uso

Come ti abbiamo appena descritto, la differenza nella riduzione degli investimenti è molto varia sia in base alle dimensioni della città, ma con differenze importanti anche da un capoluogo all’altro.

Sicuramente indispensabile da questo punto di vista è considerare il motivo alla base del calo degli investimenti, che in città come Verona può essere ricondotto alle minori possibilità di spostamenti per i turisti, fattore che si è riversato necessariamente anche sul mercato degli affitti brevi, al quale spesso gli investimenti si rivolgono.

I prezzi medi

Ma quanto costa investire in questo momento? Abbiamo considerato i dati relativi ad un bilocale con una metratura di 50 metri quadri, nel mercato dell’usato e in zone centrali.

La tipologia di immobile è stata scelta proprio per la sua frequenza nell’acquisto come investimento; tieni presente infatti che a Milano il bilocale è la tipologia di immobile scelta in un caso su due negli acquisti per investimento.

Tornando ai prezzi, è sempre il capoluogo lombardo ad attestarsi sui prezzi medi maggiori, con circa 392.000 euro necessari per l’acquisto di un bilocale.

Segue a breve distanza Roma, con un prezzo medio di 313.000 euro. Inferiori sono i prezzi richiesti a Firenze per la stessa tipologia di immobile, disponibile ad un prezzo medio di 212.000 euro.

Spostandosi a sud, i prezzi per questo tipo di immobile calano decisamente; a Napoli infatti un bilocale è disponibile ad un prezzo medio di 120.000 euro, mentre a Bari ne sono necessari 10.000 in meno. Decisamente più bassi i prezzi medi registrati a Palermo, dove un bilocale di 50 metri quadri è messo in vendita mediamente a 79.000 euro.

Come vedi, ancora un volta, pur volendo fare considerazioni valide per tutto il territorio nazionale, non possiamo non considerare come determinante la collocazione dell’immobile stesso. come del resto traspare solitamente dalle ricerche in merito all’andamento del mercato.

E in futuro?

Non è facile prevedere gli sviluppi degli investimenti nell’immobiliare, che soprattutto in caso del protrarsi della pandemia, potrebbero continuare a subirne parzialmente l’influsso.

Più facile invece parlare del futuro delle compravendite in generale, che sempre stando ai dati ipotizzati dall’Ufficio Studi Tecnocasa, potrebbero vedere una crescita delle compravendite compresa tra il 3 e il 5% in generale, con una forbice tra il 2 e il 4% per quanto riguarda le grandi città ed i capoluoghi di provincia.

Se stai pensando di vendere casa, potrebbe quindi essere il momento opportuno, ma solo dopo una considerazione molto attenta in merito al reale valore dell’immobile.

I prezzi degli immobili potrebbero rimanere stabili o subire invece un calo fino al 3%, più evidente nei capoluoghi di provincia, con una ripresa attesa invece a partire dal 2022.

Anche in questo caso tieni presente che si tratta di dati medi, che andrebbero considerati anche in riferimento al mercato specifico. Continueremo a seguire gli sviluppi del mercato per tenerti aggiornato su tutte le più importanti novità e tendenze del settore.

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