Tasse su Affitto

Canone Rai sulla seconda casa in affitto, chi paga?

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Nel 2016 il canone Rai, ossia l’imposta sul possesso del televisore, è passato direttamente nella bolletta della corrente elettrica.
Durante il primo anno di applicazione, il pagamento del canone era diviso in due rate: una a luglio di 70 euro e una a dicembre di 30 euro.
Dal 2017, invece, il costo annuale è stato ribassato e il pagamento si distribuisce in dieci mini-rate da gennaio a ottobre, per un prezzo complessivo di 90 euro.

Secondo la Legge di stabilità, che ha voluto semplificare il pagamento del canone, tale imposta va pagata da chiunque sia in possesso di un televisore, a prescindere dai canali tv guardati. Inoltre, il possesso di un televisore è dato per scontato quando è attiva un’utenza per l’energia elettrica. Ovviamente non influisce sull’imposta il numero degli apparecchi a disposizione e, anche con due abitazioni, il canone resta uno solo.

Inquilino o proprietario: chi paga il canone Rai?

Proviamo a fare chiarezza su chi debba pagare il canone Rai all’interno di una casa in affitto. Si tratta di una spesa del proprietario?

Al fine di stabilire a chi spetti il pagamento del canone, occorre accertare a chi sia intestata l’utenza della corrente elettrica

L’utenza è intestata al proprietario?

In questo caso non ci sono variazioni, perché sul sito del Canone Rai si legge che l’inquilino è tenuto a pagareindipendentemente dalla proprietà dell’appartamento e dall’intestazione dell’utenza elettrica“. L’affittuario però continuerà comunque a ricevere la bolletta della luce, quindi spetterà all’inquilino compilare un modello per esentare il proprietario non residente dal pagamento del canone Rai.

L’utenza è intestata all’inquilino?

Se le utenze energetiche sono intestate all’inquilino, in una casa in affitto, spetterà allo stesso il pagamento del canone Rai. Questo perché, come precedentemente spiegato, l’addebito sarà automatico sulla bolletta della luce fino ad ottobre. Poco importa se la televisione resta spenta, se i programmi guardati sono di altre reti televisive o la si usa con altri dispositivi (ad esempio i lettori dvd). L’unico caso in cui l’inquilino non sia tenuto a pagare il canone Rai è se effettivamente non sia in possesso di televisori all’interno dell’immobile, in questo caso sarà possibile ricorrere all’Autocertificazione di non detenzione.

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Canone Rai casa in affitto: L’autocertificazione di non detenzione

Dunque se effettivamente non si possegga un televisore in casa, basterà andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate o della Rai, dove sarà disponibile l’autocertificazione di non detenzione del televisore, da compilare nel Quadro A della dichiarazione sostitutiva. E’ possibile inviare tale autocertificazione tramite un’applicazione web (presente sul sito di Agenzia dell’Entrate) in cui, per accedere, basterà utilizzare le credenziali di Fisconline o Entrate, oppure recarsi presso i Caf o i professionisti abilitati che faranno da intermediari. Infine, sarà possibile spedire un plico raccomandato senza busta all’indirizzo “Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino”. La raccomandata dovrà contenere il modello di autocertificazione e una copia di un documento di riconoscimento valido.

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Tale dichiarazione va consegnata dal 1° Luglio al 31 Gennaio dell’anno successivo e, considerando che il canone inizia ad essere addebitato sulla bolletta nei primi dieci mesi dell’anno, conviene sempre anticiparsi con in tempi. Ricorda anche che la certificazione ha una durata annuale e quindi ogni anno dovrai ripresentarla.
Nel caso in cui si decida, in un secondo momento, di comprare un televisore, si dovrà presentare una nuova dichiarazione, compilando la sezione del Quadro C “Dichiarazione di variazione dei presupposti”, sempre disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il canone sarà addebitato a partire dal mese in cui si presenti tale certificazione.

In quali altri casi l’inquilino è esente dal pagamento?

Ci sono altri casi in cui l’inquilino potrà essere esentato dal pagamento del canone Rai.

  • Nel caso di uno studente sia fuorisede e abiti in una casa in affitto, in cui non sia residente, non è tenuto a pagare il canone Rai, ma solo nel caso in cui la sua residenza anagrafica risulti ancora nella famiglia di origine. In questo caso però dovrà presentare una dichiarazione di presenza di altra utenza elettrica per l’addebito, compilando il Quadro B e indicando il codice fiscale dell’intestatario dell’utenza, ad esempio uno dei suoi genitori, su cui sarà addebitato anche il canone.
  • Nel caso in cui sia inquilino di una casa e proprietario di una seconda casa, di cui sia anche titolare di un contratto di energia elettrica per uso residenziale, su cui quindi viene già addebitato il canone, non dovrà presentare alcuna documentazione perché il canone sarebbe comunque addebitato una sola volta. Dunque, in generale, sarà esentato anche se titolare per un altro contratto di energia elettrica per uso domestico residenziale su cui è ovviamente è già addebitato il canone.

Uno solo addebito per il canone Rai, ma attenzione ai cavilli

Come abbiamo visto, le casistiche possono essere molteplici e di sicuro ci si può confondere in questo marasma di dichiarazioni, per cui è importante prestare attenzione anche al minimo cavillo burocratico per evitare di incorrere in sanzioni. Quel che è certo è che la nuova Legge di Stabilità, in vigore dal 2016, garantirà a tutti gli utenti, che siano proprietari o inquilini in seconde case in affitto, soltanto un addebito relativo al canone Rai, quindi non saranno in nessun caso tenuti a pagarlo due volte.

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