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Tasse sulla Casa: Quali Sono e Quando si Pagano?

4 mag5 min. di lettura
Vanessa GuerrieroVanessa Guerriero

Tasse sulla Casa: Quali Sono e Quando si Pagano?

Quando si parla di immobili, sono previste una serie di tasse non solo in caso di vendita e acquisto ma anche delle tasse sulla proprietà, definite anche ‘tasse di mantenimento’. In questo articolo vogliamo fare chiarezza su quali sono le tasse da pagare sulla proprietà della casa, quali sono  le differenze tra le tasse sulla prima e sulla seconda casa, in quali casi sono previste esenzioni e riduzioni, e quando bisogna pagare. 

Scopri la nostra mini guida alle tasse sulla casa aggiornata con tutte le ultime novità del 2022 e se stai cercando informazioni sulle tasse per l’acquisto e la vendita della casa, dai un’occhiata anche ai nostri due articoli dedicati: Quante e quali tasse si pagano sull’acquisto di una casa? e Quante tasse si pagano quando si deve vendere casa?

 

Quali sono le tasse sulla casa di proprietà

La proprietà di un immobile prevede essenzialmente 3 tasse periodiche che vanno versate al Comune: Imu, Tasi e Tari.

L’Imu è l’imposta municipale che si paga sul possesso dei beni immobili. Il suo importo è calcolato in base alle caratteristiche dell’immobile e dal Comune in cui è ubicato. La Tasi è un tributo che viene utilizzato dal Comune per la copertura dei cosiddetti “servizi indivisibili”. Dal 1° gennaio 2020 la Tasi è stata accorpata all’Imu. La Tari è l’imposta sui rifiuti e se la casa cui si riferisce è in affitto, viene pagata dall’inquilino e non più dal proprietario.

 

Quali tasse si pagano sulla prima casa 

Le imposte annuali da versare al Comune seguono una tassazione agevolata e prevedono delle esenzioni nel caso siano collegata alla ‘prima casa’ ovvero all’abitazione principale. In particolare, tali riduzioni ed esenzioni riguardano l’Imu e la Tasi, mentre il valore della Tari resta invariato, che si tratti di prima o seconda casa.

 

Imu e Tasi prima casa 

La legge prevede l’esenzione Imu e Tasi sulla prima casa nelle seguenti situazioni:

  • Per tutti gli immobili appartenenti alla categoria catastale A ad esclusione di immobili di lusso (A1), ville (A8), castelli e palazzi dei quali sia stato riconosciuto il pregio artistico o storico (A9).
  • il contribuente deve avere fissato la propria residenza all’interno dell’immobile, che deve essere la dimora abituale del contribuente e di tutta la sua famiglia.

L’Imu 2022 presenta una novità, che riguarda i coniugi con residenze disgiunte a cui, quest’anno, spetta un’unica esenzione. 

 

Quali tasse si pagano sulla seconda casa

Se lo Stato tende ad agevolare dal punto di vista fiscale e normativo chi vuole comprare e possedere la prima abitazione, in quanto necessità, come cambiano le imposte di manenimento di un immobile nel caso di seconda casa? La seconda casa viene considerata come un privilegio e in quanto tale la tassazione diventa più consistente. A partire dall’Imu, che viene applicata a tutte le categorie catastali.

 

Imu e Tasi Seconda casa

Imu e Tasi sulla seconda casa sono sempre dovute e le quote da pagare da parte di ciascun proprietario dipendono sulla rendita catastale dell’immobile, dal numero dei proprietari e da altri elementi particolari. 

La regola generale è che le due imposte non possano superare l’aliquota massima del 10,6 per mille. Superato questo limite, la Tasi non si versa.

Vuoi saperne di più? Scopri il nostro articolo dedicato al calcolo dell’Imu sulla seconda casa!

 

Riduzioni Imu seconda casa

Nel caso di seconda casa affittata con canone concordato, il valore della TASI e dell’IMU si riduce del 25%. Inoltre, nelle locazioni, l’Imu deve essere pagata interamente dal proprietario mentre la Tasi può essere ridotta e il proprietario sarà tenuto al pagamento dell’imposta tra il 70% e il 90% del suo valore (in base a quanto disposto dal Comune).

Per fabbricati dichiarati inagibili e inabitabili, che di fatto sono inutilizzati e disabitati (e limitatamente al periodo dell’anno in cui sussistono tali condizioni), la legge prevede una riduzione del 50% della base imponibile dell’Imu. È prevista una riduzione Imu al 50% anche quando la seconda casa è concessa in comodato d’uso ad un parente di primo grado che la adibisca ad abitazione principale.

 

Come funzione la Tari

Il soggetto che abita l’immobile, che sia prima o seconda casa, è tenuto al pagamento della Tari. 

L’art. 1 della Legge n. 147/2013, prevede delle riduzioni (determinate con regolamento comunale) in caso di:

  • abitazioni occupate da un unico soggetto;
  • immobili adibiti ad uso stagionale;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedono all’estero per più di sei mesi all’anno;
  • fabbricati rurali adibiti ad uso abitativo.

Altre riduzioni sono legate a motivi contingenti che possono rendere indisponibile l’immobile per un periodo di tempo, ad esempio, in caso di ristrutturazione. Inoltre, la Tari scende al 20% in caso di interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti o di grave violazione della disciplina di riferimento, e al 40% nel caso l’immobile sia situato in una zona in cui non si effettua la raccolta.

La Tari si paga anche sulle seconde case, anche quando la seconda casa è disabitata od occupata per pochi giorni o mesi all’anno. Tuttavia, come visto nel caso dell’IMU, laddove si possa dimostrare che l’immobile sia non solo disabitato ma anche inutilizzabile (non sono ad esempio collegate le utenze), si può richiedere l’esenzione. Ti ricordiamo che, la domanda di esenzione Tari deve essere inviata entro il 31 Marzo dell’anno per cui si richiede la prestazione. 

 

Quando si pagano le tasse sulla casa?

L’Imu e la Tasi si versano in due rate: una con scadenza il 16 giugno per l’acconto e una entro il 16 dicembre per il saldo. Per il pagamento puoi utilizzare direttamente il modello F24 o utilizzare un bollettino postale.

Le scadenze di pagamento della Tari sono fissate dai singoli Comuni. In linea di massima sono previste tre rate con le seguenti scadenze:

  • 1° rata da pagare entro la fine di aprile;
  • 2° rata da pagare entro la fine di luglio;
  • 3° rata è il saldo da versare entro la fine dell’anno.
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