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Imposta di successione: ecco tutto quello che serve sapere

23 dic 20217 min. di lettura
Vanessa GuerrieroVanessa Guerriero

Hai ricevuto una casa in eredità o altri beni in successione? Facciamo chiarezza su tutto quello che serve sapere dell’imposta di successione!

 

Cos’è l’imposta di successione

L’imposta di successione è una tassa dovuta allo Stato da parte degli eredi per successione in caso di morte di beni immobili, mobili, diritti reali o denaro.

Tale imposta viene calcolata d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate una volta ricevuta la dichiarazione di successione.

 

La dichiarazione di successione

Chi riceve in eredità un patrimonio mobiliare e immobiliare ha l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione.

La presentazione della dichiarazione di successione va effettuata presso l’Agenzia delle Entrate di riferimento del defunto entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (ovvero alla data di morte).

La dichiarazione di successione serve ad indicare le generalità degli eredi e la descrizione dei beni oggetto della successione. 

In questo modo l’Agenzia delle Entrate avrà gli elementi necessari per stabilire chi deve effettuare il pagamento dell’imposta sulle successioni e in quale misura.

Chi ha l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione?

Sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione, e quindi a pagare l’imposta di successione:

  • gli eredi, i chiamati all’eredità e i legatari (o i loro rappresentanti legali)
  • gli immessi nel possesso dei beni
  • gli amministratori dell’eredità
  • i curatori delle eredità giacenti
  • gli esecutori testamentari
  • i trustee

Chi non ha l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione?

L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione e quindi di pagare la tassa di successione è escluso per:

  • chi ha rinunciato all’eredità o al legato prima della scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione
  • i chiamati all’eredità che non sono nel possesso dei beni ereditari e abbiano nominato un curatore
  • i coniugi ed i parenti in linea retta del defunto quando l’attivo ereditario è inferiore ai 100.000 euro e l’eredità non comprende beni o diritti reali immobiliari

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Come si calcolano le tasse di successione 

Una volta ricevuta la dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate calcola l’ammontare della imposta di successione e valuta le franchigie da applicare agli eredi.

L’importo dell’imposta di successione si ottiene applicando le specifiche aliquote alla base imponibile, decurtata dell’eventuale franchigia.

 

La base imponibile

La base imponibile per il calcolo dell’imposta di successione è costituita dalla differenza tra il valore dell’attivo e del passivo ereditario.

L’attivo ereditario può essere costituito dai seguenti beni:

  • Beni immobili e diritti reali immobiliari
  • Aziende, navi e aeromobili
  • Partecipazioni in società di ogni tipo: azioni, obbligazioni, altri titoli, quote sociali
  • Rendite e pensioni
  • Crediti
  • Titoli di qualsiasi tipo indicati nell’ultima dichiarazione dei redditi del defunto
  • Beni mobili e i titoli al portatore posseduti dal de cuius o depositati presso altri a suo nome
  • il denaro, i gioielli, la mobilia per un importo pari al 10% del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario 

Il passivo ereditario è invece costituito da:

  • Debiti del defunto che risultino alla data di apertura della successione
  • Spese mediche e funerarie, queste ultime in misura non superiore a 1.032,91 euro
  • Eventuali imposte pagate ad uno stato estero in dipendenza della stessa successione.

 

Beni esclusi dall’imposta di successione

La legge prevede che alcuni beni siano esclusi dall’asse ereditario e quindi dall’imposta di successione: 

  • Titoli del debito pubblico, come BOT e i CCT, e i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagli stati all’UE o aderenti al SEE;
  • crediti contratti giudizialmente alla data di apertura della successione
  • credito verso lo Stato, erario, enti previdenziali
  • crediti venduti allo Stato prima della data di presentazione della dichiarazione di successione
  • veicoli iscritti al pubblico registro automobilistico
  • assicurazioni sulla vita o caso morte
  • azioni o titoli nominativi alienati prima della morte mediante atto autentico o girata autenticata
  • indennità cessazione rapporto di agenzia o indennità spettanti agli eredi o legatari come il preavviso su TFR
  • le aziende (compresi i rami di azienda o le quote di partecipazioni ad aziende), se gli eredi proseguono nell’esercizio dell’attività per un periodo di almeno 5 anni dalla data del trasferimento
  • beni culturali di interesse storico o artistico vincolati prima dell’apertura della successione e per i quali sono stati assolti i relativi obblighi di conservazione e protezione
  • beni appartenenti al defunto, non residente in Italia, che si trovano all’estero 

 

Come si calcolano le tasse di successione per i beni immobili

Nel caso in cui nell’attivo ereditario siano presenti beni immobili, per determinare la base imponibile occorre individuare il valore catastale di tali beni.

Per il calcolo occorre moltiplicare la rendita catastale rivalutata del 5% per un coefficiente che varia in relazione al tipo di immobile:

  • 11o per la prima casa
  • 120 per immobili di categoria catastale A e C (ad eccezione di A/10 e C/1);
  • 140 per immobili di categoria catastale B;
  • 60 per immobili di categoria catastale A/10 e D;
  • 40,8 per immobili di categoria catastale C/1 ed E.

Per i terreni edificabili, il calcolo si effettua moltiplicando per 90 il reddito dominicale rivalutato del 25%. 

In questo modo si ottiene la base imponibile, su cui poi andrà applicata l’aliquota dell’imposta di successione.

NB: Nel caso di successione di beni immobili, sono dovute anche le imposte ipotecarie e catastali, pari rispettivamente, al 2% e all’1% del valore degli immobili.

Il versamento di queste due imposte deve essere effettuato prima della presentazione della dichiarazione di successione.

 

Aliquote e Franchigie

Una volta stabilita la base imponibile, per calcolare l’imposta di successione vanno applicate delle aliquote, decurtate delle eventuali franchigie.

La franchigia di successione è una soglia entro la quale si è esenti da tassazione. 

Se la propria quota ereditaria supera la franchigia prevista, occorrerà pagare l’aliquota sull’eccedenza.

Aliquote e franchigie variano in base al grado di parentela dell’erede:

  • Coniuge e parenti in linea retta: la franchigia è di 1.000.000 di euro e l’aliquota da applicare all’eccedenza è del 4%
  • Fratelli e sorelle: la franchigia è di 100.000 euro e l’aliquota da applicare all’eccedenza è del 6%
  • Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea correlata entro il 3° (zii, nipoti, cugini di primo grado, suoceri e cognati): non si applica alcuna franchigia e l’aliquota è del 6%
  • Altri soggetti: non è prevista alcuna franchigia e l’aliquota è dell’8%
  • Eredi disabili: la franchigia è di 1.500.000 euro, a prescindere dal grado di parentela con il defunto

NB: Le franchigie si applicano in capo a ciascun beneficiario e non sono cumulabili tra loro.

 

Quando e come si paga l’imposta di successione

L’imposta di successione viene liquidata direttamente dall’Agenzia delle Entrate entro il terzo anno dalla presentazione della dichiarazione di successione (5 anni in caso di dichiarazione omessa). 

Una volta ricevuto l’avviso di liquidazione, hai 60 giorni di tempo per pagare l’imposta tramite il modello F24 allegato alla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate.

Per pagare puoi scegliere tra agenti della riscossione (Agenzia entrate Riscossione), banca o Posta. Puoi anche decidere se pagare tutto in un’unica soluzione o rateizzare il pagamento. 

Nel secondo caso, contestualmente al versamento della prima rata occorrerà richiedere la rateizzazione del pagamento (sarà possibile solo se l’importo è maggiore di 1000 euro). 

Potrai quindi richiedere di eseguire un pagamento pari al 20% di quanto dovuto e rateizzare il restante importo in 8 rate trimestrali. Per importi superiori ai 20 mila euro, le rate possono arrivare a 12.

Ora che conosci tutto quello che serve sapere sull’imposta di successione, entra in contatto senza impegno con gli esperti di vendita casa Gromia per vendere nel minor tempo possibile e al miglior prezzo la tua casa ereditata!

 

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