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Quota di legittima: come tutelare i tuoi diritti ereditari

7 gen5 min. di lettura
Vanessa GuerrieroVanessa Guerriero

Affrontare la divisione di un’eredità è spesso un processo complesso, specialmente quando nel patrimonio sono presenti beni immobili. In Italia, la legge tutela in modo rigoroso i legami familiari più stretti attraverso l’istituto della quota di legittima, impedendo che i congiunti più prossimi vengano esclusi completamente dalla successione.

Cosa sono le quote di legittima

La quota di legittima (spesso chiamata “riserva”) è quella porzione di eredità di cui il testatore non può disporre liberamente. Idealmente, il patrimonio ereditario viene diviso in due blocchi: la quota disponibile, che può essere lasciata a chiunque, e la quota di legittima, vincolata per legge.

Questo sistema nasce per proteggere la stabilità economica della famiglia nucleare, impedendo che un genitore o un coniuge possa escludere totalmente i propri cari dalla successione. Se il testatore viola queste quote attraverso il testamento o donazioni fatte in vita, gli eredi danneggiati hanno il diritto di agire legalmente per ripristinare la propria parte.

Chi sono gli eredi legittimari

I soggetti che godono di questa protezione speciale sono definiti eredi legittimari. È fondamentale non confonderli con gli eredi “legittimi” (coloro che ereditano in assenza di testamento). I legittimari sono esclusivamente:

  • Il coniuge (o la parte dell’unione civile).
  • I figli (e i loro discendenti che subentrano in caso di premorienza).
  • Gli ascendenti (genitori o nonni), ma solo nel caso in cui il defunto non lasci figli.

Questi soggetti hanno un diritto reale e “necessario” su una parte dei beni, che prevale anche sulle intenzioni scritte in un testamento notarile.

Come si calcola la quota di legittima

Il calcolo non si limita a ciò che è presente sul conto corrente al momento del decesso. Per determinare la quota corretta si procede con la “Riunione Fittizia”: si somma il valore dei beni lasciati (relictum), si sottraggono i debiti e si aggiungono tutte le donazioni fatte dal defunto durante la sua vita (donatum).

Le percentuali spettanti variano in base alla composizione del nucleo familiare:

Composizione familiareQuota legittima erediQuota disponibile
Solo coniuge1/2 al coniuge1/2
Solo un figlio1/2 al figlio1/2
Solo 2 o più figli2/3 ai figli (divisi equamente)1/3
Coniuge + 1 figlio1/3 al coniuge, 1/3 al figlio1/3
Coniuge + 2 o più figli1/4 al coniuge, 1/2 ai figli1/4

La tutela della legittima e l’azione di riduzione

Se un erede scopre di aver ricevuto meno di quanto gli spetta, può ricorrere all’azione di riduzione. Questa procedura mira a rendere inefficaci le donazioni o le disposizioni testamentarie che hanno ecceduto la quota disponibile.

Questo punto è particolarmente delicato quando si parla di immobili: una casa donata a un solo figlio può diventare difficile da vendere, poiché gli altri eredi hanno tempo fino a 20 anni per contestare l’atto. Spesso queste situazioni portano alla formazione di una “comunione ereditaria”, dove più persone si trovano a gestire insieme lo stesso bene. In questi contesti, è essenziale conoscere le strategie e considerazioni legali per la vendita di beni in comunione ereditaria, per evitare che disaccordi familiari blocchino il mercato.

Conclusioni

Le quote di legittima assicurano che la successione non diventi uno strumento di esclusione, ma richiedono una gestione tecnica accurata, specialmente in presenza di immobili. Valutare il patrimonio includendo le donazioni pregresse è l’unico modo per evitare contenziosi che possono durare decenni. Una pianificazione chiara e una valutazione professionale dei beni sono gli strumenti migliori per garantire una transizione serena tra le generazioni.

Take Aways

  • Diritto intoccabile: Una parte dell’eredità è riservata per legge a coniuge e figli, superando anche le volontà testamentarie.
  • Patrimonio totale: Il calcolo della legittima include sia i beni presenti alla morte che quelli donati in vita.
  • Azione legale: Chi subisce una lesione della propria quota può impugnare testamento e donazioni tramite l’azione di riduzione.
  • Comunione ereditaria: La presenza di immobili richiede strategie condivise tra i coeredi per permettere una vendita sicura e senza intoppi.

FAQ

1. È possibile diseredare un figlio in Italia? No, nel nostro ordinamento non è possibile diseredare un figlio per motivi personali, dissapori o per scelta arbitraria. La quota di legittima è un diritto garantito per legge che prevale sul testamento. L’unico caso in cui un figlio può essere escluso è l’indegnità a succedere, che però scatta solo in presenza di reati gravissimi contro il genitore, accertati da una sentenza.

2. Cosa succede se il testamento non rispetta le quote di legittima? Il testamento non diventa automaticamente nullo. Le sue disposizioni restano valide finché l’erede che ha ricevuto meno di quanto gli spetta non decide di agire in giudizio con l’azione di riduzione. Questa azione legale serve a “ridurre” le quote degli altri eredi o le donazioni fatte in vita dal defunto per reintegrare la quota di legittima spettante.

3. Il coniuge separato ha ancora diritto alla legittima? Sì, il coniuge separato mantiene gli stessi diritti successori del coniuge non separato, a patto che non gli sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato. Il diritto alla quota di legittima viene meno solo in due casi: con l’addebito della separazione o con la sentenza definitiva di divorzio.

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