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Bonus affitti 2026: come funziona, chi può richiederlo e come

27 feb11 min. di lettura
Vanessa GuerrieroVanessa Guerriero

Nel panorama immobiliare attuale, il bonus affitti non è più un contributo unico una tantum, ma un insieme di agevolazioni fiscali strutturate per supportare diverse categorie di inquilini. Che tu sia un giovane in cerca di indipendenza, uno studente fuori sede o un lavoratore che si trasferisce per carriera, esistono detrazioni specifiche che possono abbattere drasticamente il costo del canone mensile. In questo post scopriremo come funziona il bonus affitti nel 2026, a quanto ammonta e come richiederlo correttamente nella dichiarazione dei redditi di quest’anno.

Cos’è il bonus affitti?

Il bonus affitto è un’agevolazione fiscale introdotta dal Governo ed inserita nella Legge di Bilancio per far fronte alle difficoltà economiche causate dalla pandemia. Si tratta di un contributo che potremmo definire a fondo perduto, nel senso che non è richiesta alcuna restituzione, sulla linea di quanto già in atto con i diversi bonus previsti per altri ambiti. Ma come funziona il bonus affitti nel 2026?

Come funziona il bonus affitti nel 2026

A differenza delle misure emergenziali del passato, il bonus affitti 2026 si concretizza principalmente in detrazioni IRPEF. Ciò significa che lo Stato non eroga una somma di denaro direttamente sul tuo conto, ma ti permette di pagare meno tasse (o ricevere un rimborso nel modello 730) in base all’affitto che hai versato durante l’anno.

Le agevolazioni variano in base al profilo del locatario. Ecco una tabella riepilogativa per orientarti subito:

Agevolazione Requisiti Durata Vantaggio Massimo
Bonus Giovani Under 31 Reddito < 15.493,71 € Primi 4 anni 2.000 € / anno
Studenti Fuori Sede Distanza > 100 km Durata studi ~ 500 € / anno
Lavoratori Trasferiti Distanza > 100 km Primi 3 anni 495,80 € / anno
Neoassunti 2025* Assunti nel 2025 Primi 2 anni 5.000 € (Welfare)
Dipendenti 2026 Tutti i dipendenti Ogni anno 1.000 € (2.000 € figli)

*Il fringe benefit speciale da 5.000 € è riservato esclusivamente a chi è stato assunto nel 2025. Per i nuovi contratti 2026 valgono i limiti ordinari.

Per quanto tempo può essere utilizzato?

Le agevolazioni hanno scadenze differenti in base alla categoria di appartenenza:

  • Bonus Giovani Under 31: La detrazione IRPEF spetta per i primi 4 anni del contratto di locazione.
  • Studenti universitari fuori sede: Detrazione del 19% sulle spese di affitto (su un massimo di 2.633 €, con recupero di circa 500 €/anno) per tutta la durata del corso di studi, a condizione che l’università disti almeno 100 km dalla residenza familiare.
  • Genitori separati o divorziati: Il nuovo fondo nazionale 2026 prevede un sostegno per i genitori che non hanno mantenuto l’abitazione familiare ma hanno figli fiscalmente a carico fino a 21 anni. L’erogazione è soggetta a bandi legati alla capienza del fondo (20 milioni/anno).
  • Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza (>100km):
    • Detrazione IRPEF personale: Spetta per i primi 3 anni dal trasferimento (importo variabile in base al reddito).
    • Fringe Benefit aziendale da 5.000 €: Disponibile solo per chi è stato assunto nel 2025, erogabile per i primi 2 anni dall’assunzione tramite il datore di lavoro.
    • Fringe Benefit ordinari 2026: Per tutti gli altri dipendenti, l’azienda può rimborsare fino a 1.000 € (o 2.000 € con figli) per spese di affitto o utenze.

I requisiti per accedere al bonus affitti 2026

Per beneficiare delle agevolazioni è necessario rispettare i seguenti criteri fondamentali:

  • Abitazione principale: l’inquilino deve trasferire la propria residenza anagrafica nell’immobile (sono esclusi uffici, seconde case e affitti brevi/turistici).
  • Contratto registrato: la locazione deve essere regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate (Legge 431/98).
  • Limiti di reddito: per il Bonus Giovani il reddito complessivo non deve superare i 15.493,71 €, mentre per la detrazione ordinaria la soglia massima è di 30.987,41 €.

Nota sui comuni: A differenza del passato, le detrazioni IRPEF nazionali per giovani e lavoratori si applicano su tutto il territorio. L’ubicazione in un comune ad alta tensione abitativa resta invece un requisito essenziale per i proprietari che vogliono applicare la cedolare secca al 10%.


Come funziona l’erogazione del bonus affitto

Nel 2026, il bonus si concretizza come detrazione fiscale (meno tasse da pagare) o come welfare aziendale:

  • Under 31: La detrazione è pari al 20% del canone annuo pagato, con un limite minimo di 991,60 € e un massimo di 2.000 €. In pratica, per ottenere il massimo beneficio è necessario pagare un canone annuo di almeno 10.000 € (circa 833 €/mese).
  • Sconto sulle tasse: L’importo spettante riduce l’IRPEF dovuta. Se la detrazione supera le tasse da pagare, si genera un credito rimborsabile direttamente in busta paga tramite il Modello 730.

Come si richiede l’agevolazione?

Per il 2026, la procedura è semplificata grazie alla dichiarazione dei redditi precompilata.

  1. Registrazione contratto: Assicurati che il proprietario abbia registrato il contratto tramite il Modello RLI all’Agenzia delle Entrate. Senza registrazione, nessun bonus è applicabile.
  2. Modello 730/2026: All’interno della dichiarazione (quadro E), dovrai indicare i giorni in cui l’immobile è stato abitazione principale e la quota di affitto pagata.
  3. Documentazione da conservare: * Copia del contratto registrato.
    • Ricevute dei bonifici di pagamento.
    • Certificato di residenza aggiornato.

💡 Il consiglio di Gromia

Se sei un proprietario, ricorda che incentivare l’inquilino a scegliere un contratto di locazione a canone concordato (3+2) non solo aiuta lui ad avere un affitto più basso, ma permette a te di pagare una cedolare secca ridotta al 10% anziché al 21%. È una strategia win-win che stabilizza il rapporto locativo.


Conclusioni

Il bonus affitti 2026 rappresenta uno strumento fondamentale per rendere il mercato immobiliare più accessibile, specialmente per le fasce più giovani e per chi si sposta per motivi di studio o carriera. Sebbene non si tratti più di un contributo diretto erogato via bonifico, il risparmio fiscale che ne deriva può arrivare a coprire diverse mensilità di canone ogni anno. La chiave per non perdere questa opportunità è la regolarità: solo con un contratto registrato e il corretto spostamento della residenza è possibile trasformare l’affitto in un vantaggio fiscale concreto.

Take Aways

  • Residenza obbligatoria: Per quasi tutte le detrazioni (tranne che per gli studenti fuori sede), è indispensabile trasferire la residenza anagrafica nell’immobile affittato.
  • Under 31 privilegiati: Se hai tra i 20 e i 31 anni, puoi ottenere fino a 2.000 € di sconto annuo per i primi 4 anni, a patto di avere un reddito inferiore a 15.493,71 €.
  • Tracciabilità dei pagamenti: Ai fini dei controlli dell’Agenzia delle Entrate, è fondamentale pagare il canone tramite bonifico o altri metodi tracciabili; le ricevute sono documenti necessari per convalidare la detrazione.
  • Contratto “Win-Win”: Il canone concordato (3+2) è la scelta migliore nel 2026: garantisce detrazioni stabili all’inquilino e una tassazione agevolata al 10% per il proprietario.
  • Automazione fiscale: Grazie alla precompilata 2026, molti dati del contratto sono già presenti nel sistema; verifica sempre che i giorni di locazione e le percentuali di spettanza siano inseriti correttamente nel quadro E.

FAQ

  1. Chi ha diritto al bonus affitto 2026? Hanno diritto all’agevolazione tutti i contribuenti che utilizzano l’immobile locato come abitazione principale, con particolare favore per i giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti, gli studenti universitari fuori sede e i lavoratori che hanno trasferito la residenza per motivi professionali. Il beneficio è subordinato alla regolare registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate e, per alcune categorie, al rispetto di specifici tetti di reddito annuo.
  2. Quali bonus si possono richiedere nel 2026? Le opzioni variano in base al profilo: i giovani under 31 possono contare su una detrazione IRPEF fino a 2.000 euro, mentre gli studenti fuori sede recuperano il 19% delle spese. I lavoratori dipendenti hanno due strade: una detrazione fiscale personale per i primi 3 anni di residenza e, se previsto dal welfare aziendale, il rimborso dell’affitto tramite fringe benefit (con limite ordinario di 1.000 euro, o 2.000 euro per chi ha figli). Solo chi è stato assunto nel corso del 2025 può continuare a beneficiare del massimale speciale di 5.000 euro erogato dal datore di lavoro.
  3. Cosa cambia per gli affitti nel 2026? Il 2026 vede una netta distinzione tra affitti lunghi e brevi, con una tassazione al 26% a partire dalla seconda casa destinata alle locazioni turistiche e l’obbligo di partita IVA per chi gestisce più di due unità con tale modalità. Per quanto riguarda i bonus, la misura per i giovani è diventata strutturale e si è consolidata la prassi dei contributi aziendali come strumento di welfare per favorire la mobilità lavorativa su tutto il territorio nazionale.
  4. Quanto deve essere l’ISEE per avere il bonus affitto? Per le detrazioni IRPEF nazionali inserite nel modello 730 non è richiesto l’ISEE, ma si verifica il reddito complessivo annuo (ad esempio, sotto i 15.493 euro per il Bonus Giovani). L’ISEE è invece indispensabile per accedere ai bandi comunali e regionali per il sostegno all’affitto, con soglie che mediamente oscillano tra i 16.000 e i 26.000 euro a seconda della zona.
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