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Bonus Edilizi 2023: quali sono quelli disponibili e cosa è successo al Superbonus

3 mar 20239 min. di lettura
Miriam PeraniMiriam Perani

Da un paio d’anni a questa parte, uno degli argomenti più dibattuti in ambito immobiliare è la questione degli incentivi previsti per le ristrutturazioni di vario genere, le cui leggi vengono modificate di continuo persino nel corso dello stesso anno.

Ti sarà già capitato di imbatterti in notizie che parlano di drastici cambiamenti per quanto riguarda i bonus edilizi 2023; in questa guida ti spiegheremo quali siano quelli di cui potresti usufruire e ti spiegheremo cosa è successo al Superbonus.

Bonus edilizi 2023: ecco le novità

Fin da quando sono stati introdotti, i bonus edilizi hanno rappresentato un’occasione per molti cittadini, oltre che un’opportunità di lavoro per le imprese di costruzione (e per l’indotto).

Tuttavia, questi incentivi sono stati oggetto di un molti cambiamenti normativi, soprattutto per apportare correzioni ai punti deboli che si sono rivelati man mano.

Alcune novità sui bonus edilizi 2023 erano già state anticipate nel corso del 2022, soprattutto quando si anticipò dell’eliminazione di alcuni incentivi, tra i quali spicca il bonus facciate.

bonus edilizi 2023

Questa è la prima novità; devi sapere, infatti, che quest’ultimo non è stato rinnovato per l’anno in corso.

Di conseguenza, la detrazione fiscale pari al 60% è ancora valida solo se le spese sono state sostenute entro il 31 dicembre 2022.

A tal proposito, le persone fisiche dovranno far riferimento alla data dell’ultimo pagamento, mentre gli enti commerciali possono riferirsi al giorno in cui sono stati ultimati i lavori, chiaramente potendo dimostrare questa data con la relativa documentazione.

Un’altra novità riguarda, invece, le opere di ristrutturazione che superano l’importo totale di 516.000 euro. In questo caso è previsto l’obbligo della certificazione SOA da parte delle imprese che eseguono i lavori. Si tratta di un’attestazione che prova la loro capacità di eseguire quel tipo di opere, secondo i criteri previsti dalla legge (art. 10-bis, D.L. n. 21/2022).

Considerato che per le imprese esecutrici ottenere il certificato non è una questione immediata, potrai comunque ottenere i benefici dei bonus se le stesse rispettano il limite di giugno 2023; superato questo tempo, però, dovranno necessariamente avere l’attestazione scritta.

Infine, fra i cambiamenti più significativi e che hanno destato non poche preoccupazioni, ci sono l’eliminazione dello sconto in fattura e della cessione del credito, mentre sono state mantenute le detrazioni fiscali che, come forse già saprai, ti verranno riaccreditate nel corso degli anni.

Tale modifica chiaramente non si applica nel caso in cui tu avessi iniziato i lavori prima della pubblicazione del decreto, purché non si tratti del Superbonus 110% che, come vedremo in seguito, è stato quello che ha subito le modifiche più drastiche.

Di seguito tratteremo più nel dettaglio i bonus edilizi 2023 che restano ancora validi e ai quali potrai accedere, con le novità introdotte per ciascuno. 

Bonus ristrutturazione 

Il bonus ristrutturazione è probabilmente uno dei più conosciuti, perché la sua introduzione risale al lontano 2012 e riguarda sostanzialmente tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, sia nei condomini, sia negli edifici singoli.

Come per altre agevolazioni statali, anche questo bonus ha subito numerose modifiche nel corso degli anni e ad oggi, la detrazione fiscale è fissata al 50% per le spese sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2024.

Attenzione, però, perché mentre fino al 2022 era possibile usufruire della cessione del credito e dello sconto immediato in fattura, dal 2023, la detrazione verrà suddivisa nei 10 anni successivi alla presentazione della domanda, con quote annuali identiche e con un limite di spesa massimo di 96.000 euro.

Considera inoltre che molte opere che rientrano nel bonus ristrutturazione, sono comuni ad altri incentivi, come quelli che riguardano la riqualificazione energetica: in questo caso, ricorda che puoi fare domanda solo per un bonus, perché le detrazioni non sono cumulative.

bonus edilizi 2023

Bonus mobili 

Il Bonus mobili è un altro degli incentivi riconfermati e, stando alle normative attuali, pare si estenderà fino a tutto il 2024, per acquistare mobili nuovi ed elettrodomestici ad alto risparmio energetico.

Come per gli anni precedenti, però, restano valide determinate clausole per poterne fare domanda. Prima di tutto potrai usufruire del bonus solo se gli acquisti riguarderanno un immobile in corso di ristrutturazione, che dovrà essere cominciata prima della data di acquisto dei mobili e degli elettrodomestici e dovrà cadere nello stesso anno.

Inoltre, ci sono delle restrizioni che riguardano anche la classe energetica degli elettrodomestici, che dovrà essere almeno A per i forni, E per le lavatrici, le asciugatrici e le lavastoviglie, F per i frigoriferi e i congelatori.

La novità del 2023 riguarda l’importo massimo di detrazione Irpef, che da 10.000 euro scende a 8.000 euro, fino ad arrivare a 5.000 euro per il 2024.

Bonus abbattimento barriere architettoniche 

È stato riconfermato anche il Bonus abbattimento barriere architettoniche, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2025. Si rivolge a tutti coloro che intraprendono dei lavori di ristrutturazione per eliminare o sistemare delle strutture che impediscano lo spostamento delle persone con disabilità motoria.

In questa categoria rientrano, per esempio, l’installazione di ascensori nelle palazzine oppure la costruzione di rampe per consentire l’accesso ai disabili motori negli edifici.

Come per l’anno precedente, rimane la detrazione d’imposta al 75% per gli aventi diritto, con una ripartizione in 5 quote annuali di pari valore.

L’importo massimo della detrazione varia dai 30.000 euro ai 50.000 euro, a seconda del tipo di edificio a cui sono destinati i lavori, (se case unifamiliari oppure condomini con più unità immobiliari). 

Ecobonus e Sismabonus 

Buone notizie anche sui fronti di Ecobonus e Sismabonus, entrambi riconfermati per il 2023 e senza particolari cambiamenti in termini di percentuali di detrazione.

In particolare, ti ricordiamo che il primo riguarda i lavori di efficientamento energetico in strutture già esistenti, come per il Superbonus, ma con delle sostanziali differenze:

  • La percentuale di detrazione varia dal 50% al 65%, in base al tipo di lavori da realizzare, fino a raggiungere il 75% per quelli effettuati nei condomini;
  • Le detrazioni vengono recuperate nell’arco di 10 anni;
  • Le opere che rientrano nell’Ecobonus sono numerose e non risentono di particolari restrizioni

Il Sismabonus, invece, come suggerisce lo stesso nome, si riferisce ai lavori che riguardano un immobile ubicato in una zona ad alto rischio sismico. Prevede una detrazione massima dell’85%, per un importo di spesa non superiore ai 96.000 euro.

Non solo, se deciderai di acquistare da un’impresa costruttrice una casa che è stata demolita e ricostruita per migliorare la sua sicurezza sismica, la detrazione minima sarà del 75%.

Altri bonus: Bonus verde e Casa Green

Accanto agli incentivi che ti abbiamo illustrato fino a qui, ce ne sono altri un po’ meno conosciuti, ma che continuano ad essere annoverati fra i bonus edilizi 2023 e, per questa ragione, vengono riportati sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, dal quale puoi inoltrare domanda.

Il Bonus verde è stato ideato per agevolare i lavori di sistemazione dei giardini, sia che facciano parte di aree comuni condominiali, sia che si tratti di aree verdi private.

La detrazione Irpef prevista è del 36%, a patto che tu abbia effettuato i lavori dal 2020 e si applica su un importo massimo di 5.000 euro, comprese eventuali spese di progettazione e manutenzione.

Un altro incentivo poco conosciuto e che ti potrebbe interessare, riguarda l’acquisto della prima casa: se stai cercando un’abitazione di nuova costruzione che abbia una classe energetica A o B, potrai recuperare parte dei soldi spesi al rogito. 

Difatti, secondo il bonus Casa Green, è previsto un recupero del 50% del valore dell’IVA versata all’impresa costruttrice, che avrà luogo nell’arco di 10 anni.

Analizziamo ora un caso di sicuro interesse: il cosiddetto superbonus.

Cosa è successo al Superbonus?

L’incentivo che nel corso degli ultimi anni è stato maggiormente oggetto di discussione e modifiche è proprio il Superbonus 110%, nato per agevolare gli interventi di riqualificazione energetica, per i quali era prevista una detrazione del 110%, con un credito da cedere agli istituti finanziari o alle stesse imprese.

Benché verso la fine del 2022 fosse stato messo in discussione, attualmente risulta confermato almeno per tutto il 2023, ma con delle modifiche sostanziali rispetto alla formulazione precedente.

La prima riguarda la detrazione fiscale, che scende al 90%, verrà restituita in 5 anni e potrai richiederla anche per una casa unifamiliare, purché tu possegga i seguenti requisiti:

  • L’immobile è la tua prima casa;
  • Il tuo reddito corrisponde a 15.000 euro aumentato dell’indice familiare.

Ma cosa succede se i tuoi lavori di riqualificazione energetica sono già stati iniziati?

bonus edilizi 2023

Bonus edilizi 2023: superbonus e lavori in corso

Se lo stato d’avanzamento lavori (SAL) al 30% è stato presentato entro il 30 settembre 2022, avrai ancora diritto alla detrazione 110%, ricordandoti che il credito può essere ceduto fino ad un massimo di cinque volte.

Diversamente, la regola da seguire sarà quella relativa alla nuova normativa.

Per quanto riguarda i tipi di lavori inclusi nel Superbonus, restano invariati rispetto agli anni precedenti; pertanto, si parla di ristrutturazione degli impianti in favore di sistemi a basso impatto ambientale, come fotovoltaici, pompe di calore e riscaldamento a pavimento.

Da qeusto punto di vista, non dovrai quindi preoccuparti dei lavoro inclusi nel bonus: ciò che cambia, come anticipato, sono le percentuali e le modalità di rimborso.

In conclusione, i bonus edilizi 2023 sono simili a quelli presenti negli anni precedenti, ma con l’introduzione di sostanziali novità, fra cui lo stop alla cessione dei crediti e allo sconto in fattura, con la conseguenza di spalmare su più anni la detrazione a cui si ha diritto.

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