Fondo Green Tour: come funziona per chi ha una casa vacanze
Il Fondo Green Tour stanzia 109 milioni di euro destinati alla riqualificazione energetica delle strutture turistiche. Questa iniziativa non si rivolge esclusivamente agli alberghi, ma coinvolge anche i proprietari di case vacanza, sia al mare che in montagna, che desiderano trasformarle in strutture ricettive organizzate come B&B, affittacamere o case vacanze gestite come imprese. In questa guida, esploriamo la natura del fondo, chi può beneficiarne, i requisiti necessari e le procedure operative per presentare la domanda, che rimane aperta fino al 15 settembre 2026.
In questo articolo
Cos’è il Fondo Green Tour
Il Fondo Green Tour, promosso dal Ministero del Turismo e gestito da Invitalia, ha l’obiettivo di favorire gli investimenti delle imprese turistiche italiane che puntano:
- alla sostenibilità ambientale
- alla digitalizzazione
- alla riduzione della stagionalità dei flussi turistici
La dotazione complessiva è di 109 milioni di euro, di cui 59 milioni per contributi a fondo perduto e 50 milioni per finanziamenti agevolati. Per ogni progetto approvato, l’agevolazione è composta da un mix obbligatorio: 54% a fondo perduto e 46% finanziamento agevolato (tasso sussidiato, durata massima 5 anni). Il contributo a fondo perduto copre fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro per progetto.
Questo fondo non copre interventi di manutenzione di piccola entità, bensì si rivolge a progetti di investimento di grande portata, realizzati attraverso un piano di riqualificazione integrato della struttura. La semplice sostituzione di un impianto non è oggetto di finanziamento.
Tra le spese non ammissibili figurano: acquisto di terreni e immobili, beni usati, imposte e spese di funzionamento, singoli beni di valore inferiore a 500 euro. L’IVA è ammissibile solo se rappresenta un costo non recuperabile per l’azienda
Perché interessa anche la casa vacanza
Un aspetto spesso frainteso riguarda il fatto che il Fondo Green Tour non finanzia i privati che usano la loro casa vacanze esclusivamente per uso personale. Piuttosto, è rivolto a chi decide di trasformare questa abitazione in una vera e propria attività ricettiva – come un B&B, un affittacamere o una casa vacanze gestita in forma imprenditoriale – purché operi come un’impresa turistica.
Per i proprietari di seconde case, sia estive che invernali, che vogliono convertirle in una fonte di reddito stabile, il fondo rappresenta un’opportunità concreta per finanziare l’efficientamento energetico dell’immobile in vista dell’avvio o del rilancio di un’attività professionale. Si tratta di un percorso che richiede la costituzione di un’impresa, non di un affitto occasionale.
Trasformare una casa vacanza in una struttura ricettiva implica una scelta imprenditoriale, che necessita di un’attenta analisi del mercato locale, delle stagioni di maggiore afflusso e dei costi di gestione, per valutare la reale fattibilità di un investimento di questa portata.
Prima di intraprendere i lavori di riqualificazione, è consigliabile effettuare una valutazione dell’immobile per comprendere il suo potenziale e verificare che abbia le caratteristiche adatte a sostenere un progetto di questa natura.
Chi può accedere al Fondo Green Tour
L’accesso al Fondo Green Tour è riservato alle imprese turistiche, di qualsiasi dimensione, con sede in Italia e attive nei settori individuati dai codici ATECO previsti dal Decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026. Rientrano in questo perimetro:
- strutture alberghiere ed extra-alberghiere
- bed & breakfast
- affittacamere
- case e appartamenti per le vacanze gestiti in forma d’impresa
I requisiti principali di accesso al Fondo Green Tour in sintesi
| Requisito | Dettaglio |
|---|---|
| Forma giuridica | Impresa turistica costituita, con codice ATECO pertinente (o proprietario dell’immobile organizzato in forma di impresa che si avvale dei requisiti del gestore) |
| Importo investimento | Minimo 1.000.000 €, massimo 15.000.000 € |
| Quota minima interventi trainanti | Almeno il 51% della spesa su efficienza energetica e fonti rinnovabili |
| Contributo massimo | Fino al 30% delle spese ammissibili, entro il limite di 4,5 milioni di euro |
| Avvio lavori | Solo dopo la presentazione della domanda |
| Conclusione lavori | Entro 18 mesi dalla concessione e comunque entro il 30/9/2028 |
| Mix agevolativo | 54% contributo a fondo perduto + 46% finanziamento agevolato (tasso sussidiato, durata massima 5 anni) |
| Requisito assicurativo | Obbligo di polizza assicurativa contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofici (legge 213/2023) |
| Cumulo con altre agevolazioni | Non ammesso il cumulo con altre agevolazioni pubbliche sulle medesime spese (incluso de minimis); ammessi solo benefici fiscali e garanzie, nel rispetto dei massimali GBER |
Un’apertura interessante riguarda le imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo un codice ATECO turistico specifico, dimostrino di aver realizzato oltre il 50% del fatturato nell’ambito turistico.
La soglia minima di investimento: il vero ostacolo
È il dato che, più di ogni altro, va tenuto presente: il programma di investimento deve ammontare ad almeno 1 milione di euro (fino a 15 milioni di euro). Per il proprietario di un singolo appartamento o di una villetta da trasformare in affittacamere, questa soglia è quasi sempre irraggiungibile da solo, a meno che l’immobile non richieda un intervento di riqualificazione particolarmente ampio (struttura di grandi dimensioni, più unità, interventi impiantistici complessi).
La strada più realistica per i piccoli proprietari è il contratto di rete: aggregare più strutture (magari nella stessa area turistica, gestite da operatori diversi) in un unico piano di investimento condiviso che, nel complesso, raggiunga la soglia minima. È un’opzione che richiede coordinamento e progettazione condivisa, ma apre concretamente il fondo anche a realtà di dimensioni più piccole.
Se il progetto non è sostenibile su questa scala, o se si valuta comunque un’exit strategy sull’immobile prima di intraprendere un percorso imprenditoriale così impegnativo, conviene considerare anche l’opzione di mettere in vendita la casa così com’è, lasciando la riqualificazione a chi ha i mezzi per affrontarla su scala maggiore.
Cosa finanzia il fondo
Gli interventi “trainanti”, che devono coprire almeno il 51% della spesa ammissibile, riguardano il miglioramento dell’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Tra gli interventi energetici rientrano:
- la coibentazione dell’involucro edilizio
- la sostituzione di serramenti e superfici vetrate
- la realizzazione di pareti ventilate o tetti verdi
- gli interventi sugli impianti di illuminazione, sugli ascensori e sulle piscine
Sono agevolabili anche gli impianti fotovoltaici, solari termici, geotermici, le pompe di calore e i sistemi di accumulo, con particolare attenzione alla quota destinata all’autoconsumo della struttura.
A questi interventi trainanti possono affiancarsi investimenti aggiuntivi in digitalizzazione, automazione, ricarica elettrica, accessibilità e servizi accessori; oltre a interventi su piscine, aree wellness e spazi per eventi.
Sono inoltre ammesse spese per consulenze tecniche e ambientali, entro limiti massimi (4% dell’investimento per le PMI, 2% per gli studi ambientali).
Come si presenta la domanda
Le domande si presentano esclusivamente online, tramite la piattaforma di Invitalia, dalle ore 12:00 del 15 luglio 2026 alle ore 17:00 del 15 settembre 2026.
Non è previsto un click day: le domande vengono valutate secondo una graduatoria basata su criteri definiti dall’Allegato 1 del DD del 18 giugno 2026 quali:
- la qualità tecnica
- la sostenibilità economica
- la capacità gestionale
- la copertura finanziaria
- l’impatto turistico del progetto
Servono strumenti digitali già attivi – SPID, CNS o CIE, PEC e firma digitale – oltre a una documentazione articolata:
- dichiarazioni sostitutive dei requisiti generali e della dimensione dell’impresa
- scheda tecnica del programma di investimento
- dati di bilancio o documentazione economico-finanziaria equivalente
- prova della copertura finanziaria del progetto (lettera bancaria o attestazione dei soci)
- per agevolazioni superiori a 150.000 euro, documentazione antimafia
Da proprietario a impresa: i passaggi pratici
Per chi parte da zero, con una casa vacanza usata finora solo privatamente, il percorso verso il Fondo Green Tour richiede alcuni passaggi preliminari:
- Verificare la scala del progetto. Capire se l’intervento previsto (da solo o in rete con altri operatori) può raggiungere realisticamente la soglia di 1 milione di euro.
- Costituire l’impresa. Aprire una ditta individuale o una società con codice ATECO turistico, oppure verificare i requisiti se si opera già da almeno tre anni in un altro settore, con prevalenza del fatturato turistico.
- Impostare il piano di investimento. Costruire il progetto attorno agli interventi trainanti (efficienza energetica e rinnovabili, con almeno il 51% della spesa), evitando di partire da interventi estetici a cui aggiungere in coda qualche spesa energetica.
- Preparare la documentazione economico-finanziaria. Bilanci, copertura finanziaria del progetto, dichiarazioni sostitutive richieste dal decreto direttoriale.
- Dotarsi degli strumenti digitali. SPID o CNS/CIE, PEC attiva, firma digitale, indispensabili per presentare la domanda sulla piattaforma Invitalia.
- Presentare la domanda entro il 15 settembre 2026, tenendo presente che i lavori possono iniziare solo dopo l’invio della domanda e devono concludersi entro 18 mesi dalla concessione.
Chi è ancora in fase di valutazione e sta cercando un immobile su cui costruire un progetto di questo tipo può partire dalla ricerca di case vacanza da riqualificare nelle zone a maggiore vocazione turistica.
In conclusione
Il Fondo Green Tour non è un’agevolazione per chi vuole semplicemente rendere più efficiente la propria casa vacanza per uso personale: è uno strumento pensato per chi trasforma quella casa in un’impresa turistica, con un piano d’investimento su larga scala.
Per i proprietari di piccole strutture, la soglia minima di 1 milione di euro resta l’ostacolo principale, superabile in modo realistico solo attraverso un progetto in forma di impresa e, spesso, tramite un contratto di rete con altri operatori del territorio. Chi valuta seriamente questo percorso ha però una finestra concreta e già aperta, con scadenza il 15 settembre 2026.
Take Aways
- Il Fondo Green Tour è riservato alle imprese turistiche, non ai privati che usano la casa vacanza per sé stessi.
- Agevolazione consiste in un mix obbligatorio 54% fondo perduto + 46% finanziamento agevolato; contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese (max 4,5 milioni).
- Investimento minimo: 1 milione di euro, massimo: 15 milioni.
- Almeno il 51% della spesa deve riguardare l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili.
- Il contratto di rete è la via più realistica per i piccoli proprietari che, da soli, non raggiungono la soglia.
- Domande solo online su Invitalia, fino al 15 settembre 2026 alle ore 17:00.
FAQ
1. Un privato con una sola casa vacanza può accedere al Fondo Green Tour?
No, non come privato. Può accedervi solo se costituisce (o già gestisce) un’impresa turistica con codice ATECO pertinente, e solo se il progetto raggiunge la soglia minima di investimento di 1 milione di euro, eventualmente tramite contratto di rete con altri operatori.
2. Qual è l’investimento minimo richiesto?
Il programma di investimento deve avere un importo compreso tra 1 milione e 15 milioni di euro.
3. Cosa deve finanziare almeno metà della spesa?
Almeno il 51% della spesa ammissibile deve riguardare interventi “trainanti” di efficienza energetica o di produzione di energia da fonti rinnovabili.
4.Entro quando bisogna presentare la domanda?
Le domande si presentano online tramite Invitalia dal 15 luglio 2026 al 15 settembre 2026, fino alle ore 17:00.
5. Cosa succede se il mio progetto non raggiunge la soglia minima da solo?
È possibile presentare il progetto in forma congiunta tramite un contratto di rete con altri operatori turistici, così da raggiungere insieme la soglia di investimento richiesta.