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L’esenzione IMU sulla prima casa è ancora a rischio? Scopriamolo insieme

13 gen8 min. di lettura
Miriam PeraniMiriam Perani

È una notizia che torna ciclicamente quella che prevede la reintroduzione della tassa IMU sulla prima casa. Anche di recente si è parlato proprio di questo, suscitando preoccupazione fra i proprietari di immobili.

Vero è che attualmente l’Italia è uno di quei pochissimi Paesi europei a non prevederla; dunque, il rischio che l’Europa possa esercitare delle pressioni in tal senso potrebbe essere un’ipotesi.

Scopriamo se l’eventualità di abolizione dell’esenzione IMU prima casa sia davvero un’eventualità possibile.

Panoramica sull’IMU: che tassa è e chi deve pagarla

Prima di entrare nel merito della questione, facciamo chiarezza su una tassa che ormai è presente in Italia da oltre un decennio, ma poiché periodicamente è soggetta a modifiche, ancora suscita dei dubbi da parte di molte persone.

L’IMU, acronimo di Imposta Municipale Unica, è stata introdotta con il Governo Monti nel 2011 con la manovra Salva-Italia in sostituzione della precedente ICI ed inizialmente era destinata a tutti i possessori di beni immobili.

La prima modifica è avvenuta nel 2013, con l’introduzione di un’esenzione per la prima casa. Restava, invece, obbligatoria per altre categorie di proprietari, ovvero quelli di:

  • Aree edificabili
  • Terreni agricoli
  • Abitazioni principali signorili (identificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
  • Immobili diversi dalle abitazioni principali.

Fra le ultime modifiche degne di nota dobbiamo segnalarti quella che risale al 2020, quando per il calcolo dell’importo da pagare si è deciso di includere anche la TASI.

In ogni caso, per calcolare le imposte e capire a quanto ammonterà il modello F24 da pagare, ti consigliamo di rivolgerti agli uffici CAF di zona che dispongono di tabelle aggiornate per quanto riguarda le aliquote applicate dai diversi Comuni.

Torniamo ora al tema principale di questa guida.

Nel 2022 l’esenzione IMU per la prima casa è a rischio?

Come ti anticipavamo, periodicamente si discute sull’abolizione dell’esenzione IMU sulla prima casa.

I motivi sono diversi e si sono susseguiti nel corso di diversi Governi, ma la causa è sempre la necessità di recuperare delle entrate per finanziare le spese dello Stato.

Non ci sarebbe, quindi, da stupirsi se ad ogni nuovo Governo ritorna in auge la questione, con il rischio che l’IMU alla fine venga effettivamente reintrodotta anche per quelle categoria di proprietari che fino a questo momento erano stati esclusi.

Tuttavia, ti starai chiedendo quale sia lo stato attuale delle cose: se acquisti la tua prima casa dovrai far fronte a questa spesa? 

Nel prossimo paragrafo scopriremo quali siano le ultime novità previste in termini di esenzioni e riduzioni dell’IMU.

esenzione IMU prima casa

Cosa cambia per le esenzioni IMU con la legge di Bilancio 2023?

Come ti abbiamo già anticipato, l’IMU è una tassa che nel corso degli anni è stata oggetto di continue modifiche e per questo è necessario rimanere costantemente aggiornati, per comprendere se tu possa rientrare o meno nella categoria di coloro che sono esenti dal versamento.

Detto ciò, al momento non è previsto il pagamento per l’abitazione principale, che viene così definita:

“L’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.”

Come avrai forse notato, rispetto la definizione fa riferimento al proprietario; infatti, rispetto alle versioni precedenti della norma, è stata abolita l’espressione che riguardava il nucleo familiare: se all’interno dello stesso erano presenti più abitazioni, se ne poteva considerare solo una ai fini dell’esenzione IMU.

Non solo, le condizioni per non pagare l’IMU prevedono che sia dimora abituale e residenza anagrafica, due elementi che devono essere necessariamente compresenti; pertanto, non si parla più di prima casa, come si faceva prima, ma di un immobile di proprietà che risponde principalmente a questi requisiti.

esenzione IMU prima casa

Come dimostrare il diritto all’esenzione dall’IMU

Per dimostrare che effettivamente la tua abitazione non rientri in quelle soggette al pagamento dell’IMU, è possibile che il Comune richieda dei documenti per controllare che la proprietà che gode dell’esenzione sia effettivamente da considerare la tua dimora abituale; sono sufficienti le bollette delle utenze o un certificato di residenza.

Nel caso invece succedesse il contrario, ossia ti rendessi conto di aver versato delle somme non dovute, potresti avere diritto ad un rimborso, che dovrai richiedere presentando un’istanza presso il Comune dove è ubicata la casa.

Bisogna anche tener presente che all’interno dell’abitazione principale potrebbero esserci dei locali che vengono definiti pertinenze e che per questo sono iscritti alle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, come nel caso di magazzini, depositi, stalle, scuderie, autorimesse, tettoie, ma talvolta anche posti auto o pertinenze non collegate direttamente all’abitazione principale. 

Per queste è prevista l’esenzione IMU solo per una pertinenza per categoria; se ci sono due immobili classificati come C/2, per esempio, dovrai pagare la tassa almeno per uno di essi.

Quando si paga l’IMU sull’abitazione principale

Come abbiamo appena visto, per definizione legislativa è considerata abitazione principale quella casa dove dimori abitualmente e dove hai registrato la tua residenza, ma è anche vero che non tutti gli immobili possono godere dell’esenzione.

Quelli a cui ci riferiamo in particolare sono quelli registrati con le categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ovvero quelli considerati come abitazioni di lusso, come case signorili, ville con giardino, castelli e palazzi.

In tutti questi casi è prevista l’applicazione dell’aliquota ordinaria del 5 per mille, anche se i Comuni possono decidere se aumentarla di un punto o diminuirla (o addirittura azzerarla).

In aggiunta, considera che viene applicata una detrazione di 200 euro, in rapporto ai mesi e alla percentuale di possesso.

Fra le novità più recenti, poi, c’è quella che riguarda gli italiani già pensionati ma che risiedono all’estero e sono iscritti all’apposito Ufficio Anagrafe (AIFE): se la loro unità immobiliare risulta locata oppure data in comodato d’uso, dovranno pagare l’IMU, anche quando si tratta dell’unico immobile posseduto.

esenzione IMU prima casa

Casi particolari: coniugi con residenze diverse, case occupate e case vacanza

In quest’ultimo paragrafo prenderemo in considerazione i casi particolari più diffusi nella considerazione dell’abitazione principale per l’esenzione dell’IMU sulla prima casa, uno dei quali ha fatto particolarmente discutere, ovvero quello che riguarda i coniugi con residenze diverse.

Fino a qualche tempo fa, infatti, potevano usufruire della doppia esenzione solo le coppie che avevano fissato la dimora abituale e la residenza in due case ubicate in Comuni diversi, creando di fatto una sorta di disparità di trattamento rispetto ai coniugi con unità immobiliari all’interno dello stesso comune.

Per superare questo problema, oggi la legge è cambiata, introducendo una sostanziale novità: a prescindere da dove si trovino le proprietà, marito e moglie possono usufruire entrambi dell’esenzione se le loro residenze sono diverse, così come le dimore abituali.

È chiaro che stiamo parlando di casi eccezionali, che possono riguardare per esempio la necessità di vivere per lungo tempo in un altro Comune rispetto al resto del nucleo familiare, per esigenze lavorative.

Se, invece, tu e il coniuge vivete nella stessa casa, ma possedete un immobile ciascuno, dovrete scegliere per quale richiedere l’esenzione IMU, comunicandolo in forma scritta al Comune.

Un’altra novità importante riguarda invece le proprietà che vengono occupate abusivamente da una o più persone: buone notizie su questo fronte se al momento ti trovi in questa spiacevole circostanza.

In sostanza, se la tua casa risulta occupata senza il tuo consenso, potrai godere dell’esenzione sul pagamento dell’IMU, a patto che venga presentata una specifica denuncia presso l’Autorità Giudiziaria che dovrà essere seguita dalla relativa comunicazione al Comune di ubicazione dell’immobile occupato. 

Infine, se hai adibito una seconda proprietà a casa vacanza, ti invitiamo a prestare attenzione al fatto che non è prevista una proroga all’esenzione IMU in questo particolare caso.

Dunque, se fino a poco tempo fa alcune agevolazioni erano comunque contemplate per gli immobili turistici, al momento risultano dovuti i pagamenti che riguardano sia l’acconto sia il saldo IMU.

Per concludere, al momento non risultano altre novità sull’esenzione IMU per la prima casa, ma ti consigliamo di seguire gli aggiornamenti in merito, in quanto non sono escluse novità su questa tassa specifica. 

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