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Classe energetica D: requisiti, come ottenerla e cosa cambia per la tua casa

30 gen9 min. di lettura
Vanessa GuerrieroVanessa Guerriero

Fino a qualche anno fa, la classe energetica era solo una lettera su un foglio che quasi nessuno leggeva durante il rogito. Oggi, quella lettera decide il prezzo della tua casa. Con l’entrata in vigore delle nuove tappe della Direttiva Case Green (EPBD), la classe energetica D è diventata ufficialmente la “linea di galleggiamento”: chi sta sopra protegge l’investimento, chi sta sotto rischia di vedere il valore del proprio immobile eroso dai costi di adeguamento. Se stai cercando casa o pensi di vendere, capire perché la classe D sia così importante è il primo passo per investire nel modo migliore.

Perché la Classe Energetica D è il nuovo obiettivo minimo

La Direttiva Europea ha fissato obiettivi chiari: il patrimonio edilizio deve tendere alle emissioni zero entro il 2050. Tuttavia, il 2033 rappresenta la prima vera scadenza per gli edifici residenziali, che dovrebbero idealmente raggiungere la classe D per evitare di finire nel segmento degli immobili obsoleti.

Avere una casa in classe energetica D significa essere già a metà dell’opera. Non è una casa a energia zero come la classe energetica A, ma è un immobile che ha già risolto le criticità peggiori (infissi che spifferano, caldaie a gas antidiluviane, assenza totale di isolamento).

Caratteristiche tecniche della categoria D

Un immobile in classe D ha solitamente un consumo annuo che oscilla tra i 70 e i 90 kWh/mq. Ma cosa significa in pratica per chi ci vive?

  • Isolamento discreto: Spesso sono presenti infissi con doppio vetro camera o un cappotto termico parziale.
  • Impiantistica moderna: La caldaia è quasi sempre a condensazione o integrata con valvole termostatiche intelligenti.
  • Comfort abitativo: La temperatura interna rimane costante più a lungo, riducendo quella sensazione di “muri freddi” tipica delle classi E, F o G.

Come raggiungere la classe D: gli interventi chiave

Se la tua casa è attualmente in classe G o F, il salto verso la classe energetica D è quello che garantisce il miglior rapporto tra spesa e aumento del valore di mercato. Non serve trasformare la casa in un’astronave tecnologica, spesso bastano tre mosse:

Intervento Consigliato Difficoltà Risultato Stimato
Sostituzione Caldaia (Condensazione) Bassa +1 Classe energetica
Nuovi Infissi a taglio termico Bassa Eliminazione dispersioni
Insufflaggio o Cappotto interno Media Salto di 1-2 Classi

Cosa fare se vendi o compri una casa in classe D

  • Se vendi: Valorizza la classe D come un investimento protetto. Spiega all’acquirente che la casa è già in linea con le prossime tappe della Direttiva Green e che non dovrà affrontare lavori strutturali urgenti. Questo riduce drasticamente i margini di trattativa al ribasso.
  • Se compri: Verifica sempre l’APE (Attestato di Prestazione Energetica). Se l’immobile è in classe D, controlla se il risultato è stato ottenuto con interventi reali (es. cappotto) o solo grazie a una caldaia nuova. Nel secondo caso, avrai ancora margini di miglioramento futuro.

Conclusioni

La classe energetica D non è più un traguardo ambizioso, ma il nuovo punto di partenza. In un mercato che punisce l’inefficienza, possedere o acquistare un immobile in questa categoria significa mettersi al riparo dalla svalutazione e godere di un comfort abitativo superiore. È il perfetto equilibrio tra costi di ristrutturazione contenuti e massima resa sul valore dell’immobile nel tempo.

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Take aways

  • La Classe D è il “best buy” del 2026: costa meno della Classe A ma non ha i rischi di svalutazione della Classe G.
  • Efficienza = Risparmio: Passare da G a D riduce le bollette energetiche di fino al 30-40% annuo.
  • Fattore mutuo: Gli immobili in classe D accedono a tassi d’interesse mediamente inferiori dello 0,30-0,40% grazie alle politiche ESG delle banche.

FAQ

  1. La Direttiva Case Green obbliga a ristrutturare entro il 2033? Non esiste un obbligo sanzionatorio diretto per il singolo proprietario (niente multe immediate), ma il mercato “sanzionerà” chi non si adegua con una forte svalutazione del prezzo di vendita e maggiori difficoltà nell’ottenere mutui.
  2. Quanto costa passare dalla classe G alla classe D? Per un appartamento medio di 90mq, la spesa può oscillare tra i 15.000 e i 25.000 euro (al netto dei bonus edilizi), a seconda dello stato degli infissi e dell’impianto di riscaldamento.
  3. Il mio APE è ancora valido se la caldaia è stata cambiata? Tecnicamente l’APE dura 10 anni, ma la legge prevede che il certificato vada aggiornato ogni volta che viene effettuato un intervento che modifica la prestazione energetica dell’immobile. Se hai sostituito la vecchia caldaia con una a condensazione per raggiungere la classe D, devi far redigere un nuovo APE per poter dichiarare ufficialmente la nuova classe energetica nell’atto di vendita e non perdere il vantaggio commerciale.
  4. Posso raggiungere la classe D se il mio condominio non fa il cappotto? Sì, è possibile. Sebbene il cappotto termico condominiale sia l’intervento più efficace, puoi lavorare privatamente all’interno del tuo appartamento. Sostituire gli infissi, isolare i cassonetti delle tapparelle, installare valvole termostatiche e, se possibile, realizzare un isolamento a insufflaggio (inserendo materiale isolante nelle intercapedini delle mura perimetrali) sono passi che spesso permettono di guadagnare le classi necessarie per arrivare alla D senza dipendere dalle decisioni dell’assemblea condominiale.
  5. La classe energetica D influenza la perizia della banca per il mutuo? Assolutamente sì. Nel 2026, i periti bancari utilizzano griglie di valutazione che penalizzano le classi E, F e G. Un immobile in classe D viene valutato con un profilo di rischio più basso, il che si traduce in una perizia più vicina al prezzo di mercato e in una maggiore facilità nell’ottenere l’importo richiesto (LTV – Loan to Value).
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