Il nome viene dalla chiesa dei padri Trinitari, il cui abito era decorato da una piccola croce rossa e azzurra: la «crocetta». La chiesa antica sorgeva all’angolo tra via Marco Polo e vicolo Crocetta, in quella che era allora campagna fuori città; il nucleo storico intorno alla chiesa è oggi l’area del mercato.
Il quartiere si è formato nell’Ottocento: intorno al 1850 nacque il borgo San Secondo, con la chiesa costruita dal 1867. Tra il 1881 e il 1885 si costruì in largo Turati il nuovo Ospedale Mauriziano Umberto I, a padiglioni separati, il primo ospedale di questo tipo in Italia.
Tra il 1887 e il 1889 Giuseppe Ferrari d’Orsara progettò, senza compenso, la nuova chiesa della Crocetta. Nel 1899, nell’area dell’antica piazza d’Armi, si inaugurò il monumento a Vittorio Emanuele II di Pietro Costa, alto 39 metri, all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Galileo Ferraris.
Tra il 1903 e il 1937 si tracciarono corso Duca d’Aosta, corso Trento e corso Trieste, con edifici di Pietro Fenoglio e Giuseppe Momo, e la Crocetta divenne il quartiere della borghesia torinese, con palazzine liberty ed eclettiche e ville con giardino. Nel 1911, per l’Esposizione internazionale, sorse lo Stadium, con oltre 40.000 posti a sedere; chiuso nel 1938, fu demolito nel 1946.
I bombardamenti della guerra colpirono anche la Crocetta: l’8 agosto 1943 cadde il campanile della chiesa, poi ricostruito nello stesso stile. Il Politecnico, che nel 1942 aveva perso la sede di Ingegneria, nel 1958 aprì il nuovo campus di corso Duca degli Abruzzi, in parte sull’area dello Stadium. In via Magenta la GAM espone la collezione permanente dal 1959.
Dal 1985 la Crocetta fa parte della Circoscrizione 1 insieme al Centro. Nel 2007 la metropolitana è arrivata sotto corso Vittorio Emanuele II, con le fermate Vinzaglio e Re Umberto sul confine nord del quartiere, che resta una delle zone residenziali più richieste di Torino.
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