L'Aventino è uno dei sette colli di Roma. Secondo la leggenda da qui Remo osservò il volo degli uccelli nella sfida con Romolo, e la tradizione attribuisce al re Anco Marzio il suo ingresso nella città. Nella Roma repubblicana era il colle della plebe e dei mercanti: nel 456 a.C. la legge Icilia ne distribuì i terreni ai plebei, e vi sorgevano templi come quelli di Diana, di Cerere e di Giunone Regina.
In età imperiale l'Aventino divenne un quartiere aristocratico: qui ebbero casa Traiano e Adriano prima di diventare imperatori, e Lucio Licinio Sura, amico di Traiano, da cui presero il nome le terme Surane. Nel 410 il sacco di Alarico devastò le sue residenze.
Dal V secolo il colle si riempì di chiese e monasteri: Santa Sabina, costruita tra il 422 e il 432 e affidata nel 1219 a san Domenico, Sant'Alessio, Santa Prisca e, sul «piccolo Aventino», il monastero di San Saba. Negli anni Ottanta del Duecento i Savelli costruirono sul colle una fortezza, dove visse papa Onorio IV: al suo posto oggi c'è il Giardino degli Aranci.
Nel 1765 Giovan Battista Piranesi disegnò la piazza dei Cavalieri di Malta, con il portone del Priorato e il suo celebre buco della serratura, e rifece la chiesa di Santa Maria del Priorato, dove è sepolto. Tra il 1892 e il 1896, per volontà di Leone XIII, sorse la chiesa di Sant'Anselmo, consacrata nel 1900 e ancora oggi sede dell'abate primate dei Benedettini.
Fino al 1920 l'Aventino restò quasi tutto verde. Tra il 1907 e il 1914 l'Istituto Case Popolari costruì a San Saba, su progetto di Quadrio Pirani, le case per i piccoli impiegati, e nel 1921 San Saba divenne rione. Nel 1924 il nome del colle tornò nella politica con la «secessione dell'Aventino»: dopo l'uccisione di Giacomo Matteotti i deputati dell'opposizione lasciarono la Camera, richiamando l'antica protesta della plebe.
Dagli anni Trenta sul colle sorsero i villini e, negli anni Cinquanta, le prime palazzine; intanto nascevano il Giardino degli Aranci (1932) e il Roseto comunale (1950). Oggi l'Aventino è un quartiere residenziale tranquillo, fatto di ville, conventi e giardini, affacciato sul Circo Massimo e sul Tevere.
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