Monti è il primo dei rioni di Roma e prende il nome dai colli su cui sale, come l'Esquilino e il Viminale. Nell'antichità la parte bassa era la Suburra, quartiere popolare e affollato, separato dai Fori da un alto muro in pietra gabina; nella parte alta, lungo il Vicus Patricius, oggi via Urbana, sorgevano case signorili.
Sul Colle Oppio Nerone fece costruire la Domus Aurea dopo l'incendio del 64, poi sepolta sotto le terme di Traiano, e ai piedi del Quirinale sorsero nel II secolo i Mercati di Traiano. Nel 432 papa Sisto III ricostruì e dedicò a Maria la basilica di Santa Maria Maggiore.
Nel Medioevo, con gli acquedotti danneggiati, il rione si svuotò e molti abitanti si spostarono nel Campo Marzio. Restavano vigne, orti, le basiliche meta dei pellegrini come Santa Maria Maggiore e San Pietro in Vincoli e le torri delle famiglie nobili, come la Torre delle Milizie e la Torre dei Conti, ampliata intorno al 1203 da Innocenzo III per la sua famiglia. I «monticiani» avevano un forte senso di appartenenza e una lunga rivalità con i trasteverini.
Nel 1570 il cardinale Michele Bonelli, detto l'Alessandrino, fece sistemare la zona verso i Fori, dove crebbe il quartiere di via Alessandrina. Tra il 1585 e il 1586 Sisto V fece aprire da Domenico Fontana la Strada Felice, che dal Pincio porta a Santa Maria Maggiore, e dal Seicento il rione tornò a popolarsi.
Dopo il 1870 l'apertura di via Nazionale, dal 1871, e, alla fine dell'Ottocento, di via Cavour cambiò il volto del quartiere. Tra il 1924 e il 1936 fu demolita buona parte della zona bassa: nel 1932 si inaugurò via dei Fori Imperiali, allora via dell'Impero, e scomparve il quartiere cinquecentesco di via Alessandrina, dove dagli anni Novanta gli scavi hanno riportato alla luce i resti dei Fori.
Oggi Monti è uno dei rioni più popolosi del centro, con botteghe, negozi indipendenti e locali. Piazza della Madonna dei Monti resta il punto d'incontro di residenti e visitatori, e dal 2025 la stazione Colosseo è anche fermata della metro C.
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