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Bonus affitto per genitori separati: come funziona e chi può richiederlo

14 ott11 min. di lettura
Vanessa GuerrieroVanessa Guerriero

Affrontare una separazione o un divorzio significa spesso dover riorganizzare la propria vita, sia dal punto di vista personale che economico e abitativo. Chi lascia la casa di famiglia si trova a dover gestire nuove spese, come l’affitto e il mantenimento dei figli, che possono pesare molto sul bilancio. Per aiutare chi si trova in questa situazione, la legge ha previsto un sostegno economico per i genitori separati che vivono in affitto. In questo articolo spieghiamo come funziona il bonus affitto per genitori separati, chi può richiederlo, quali sono i requisiti per accedere alla graduatoria e come presentare la domanda nei tempi giusti.

Bonus affitto genitori separati: di cosa si tratta

Quando una coppia si separa, il genitore che deve lasciare la casa di famiglia spesso fatica a trovare una nuova sistemazione. Per questo motivo, la legge di bilancio 2026 (art. 1, commi 234 e 235) ha istituito un fondo per chi non può restare nella casa e deve cercare un nuovo affitto, continuando a occuparsi dei figli. Il fondo prevede 20 milioni di euro all’anno, per un totale di 60 milioni dal 2026 al 2028. Il decreto interministeriale del 14 settembre 2026 ha stabilito i requisiti e le modalità per ottenere questo aiuto.

Il contributo è pensato per alleggerire il costo del nuovo alloggio senza trascurare l’impegno economico verso i figli:

  • Copertura: sostiene il 50% del canone annuo di locazione, fino a un tetto massimo di 6.000 euro all’anno (pari a 500 euro al mese).
  • Erogazione: l’importo viene versato in un’unica soluzione all’approvazione della graduatoria.
  • Limiti del bonus:
    • Il contributo massimo (500 €/mese) si raggiunge con un affitto di 1.000 euro al mese.
    • Per canoni superiori, il valore del bonus rimane fisso a 6.000 euro netti annui, riducendo la percentuale effettiva di copertura.

Chi può ottenere il bonus affitto genitori separati

Per accedere alla misura è indispensabile verificare il possesso di requisiti personali e giuridici specifici. Il contributo si rivolge ai genitori separati o divorziati (in forza di un provvedimento ufficiale del tribunale) che:

  • non sono risultati assegnatari della casa familiare
  • che hanno a carico almeno un figlio minorenne o maggiorenne fino a 21 anni

Un aspetto fondamentale riguarda la natura giuridica della casa familiare: l’abitazione deve essere di proprietà del richiedente, dell’altro genitore o dei figli conviventi con quest’ultimo. Di conseguenza, se l’ex coniuge e i figli risiedono già in un immobile in locazione, la misura non potrà essere applicata.

Per poter accedere alla misura è necessario rispettare precisi criteri contrattuali, familiari ed economici:

  • Serve un contratto di locazione registrato a proprio nome, non sono validi l’ospitalità presso parenti, gli accordi non registrati o i contratti intestati al nuovo partner.
  • Il genitore deve rispettare gli obblighi di cura e mantenimento dei figli, non può sommare il bonus ad altri sussidi pubblici per la casa e non deve possedere un alloggio di edilizia residenziale pubblica.
  • Per il reddito, conta solo quello personale, che secondo l’ultima dichiarazione non deve superare i 35.000 euro. Non serve presentare l’ISEE e il reddito dell’ex coniuge non viene considerato.
  • Inoltre, chi fa domanda non deve possedere altri immobili residenziali nello stesso Comune della casa familiare né nei Comuni vicini entro 50 km (la casa familiare non viene conteggiata).
Avere i requisiti dà diritto a partecipare, non a incassare il contributo.

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Come e quando presentare la domanda

La domanda si presenta solo online sulla piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attiva dalle 12 del 7 ottobre 2026 fino alle 12 del 28 ottobre 2026. È meglio non aspettare l’ultimo momento per evitare problemi tecnici o errori anche se l’ordine di invio non influisce: conta solo il punteggio.

Prima di inviare la domanda, conviene avere a portata di mano:

  • il provvedimento di separazione o divorzio
  • il contratto registrato
  • l’ultima dichiarazione dei redditi
  • i documenti che provano il pagamento del mantenimento

Le dichiarazioni vanno fatte seguendo il D.P.R. 445/2000. Dopo la pubblicazione della graduatoria, il Ministero può fare controlli a campione e chi dà informazioni false viene escluso, quindi bisogna conservare tutti i documenti.

Graduatoria e punteggio: perché i requisiti non bastano

Questa misura non è aperta a tutti. Per ottenere il contributo, bisogna soddisfare i requisiti, raggiungere un punteggio sufficiente e trovare fondi disponibili nella propria Regione. Non esiste una graduatoria nazionale unica, i 20 milioni di euro sono ripartiti tra Regioni e Province autonome prima dell’apertura delle domande, e ogni partecipante compete solo con i residenti della propria zona. Se una Regione riceve meno domande del previsto, le risorse avanzate vengono riallocate alle altre.

Il punteggio si ottiene sommando diversi fattori:

  • Chi ha un reddito fino a 15.000 euro prende 15 punti, tra 15.001 e 25.000 euro ne prende 13, tra 25.001 e 35.000 euro ne prende 10.
  • Ogni figlio a carico sotto i 21 anni vale 2 punti, oppure 4 se ha una disabilità.
  • Se il genitore ha una disabilità personale, si aggiungono 4 punti; la disoccupazione involontaria ne dà 2.
  • Si ottengono 5 punti se si vive in una città con più di 200.000 abitanti, 2 punti nei Comuni più piccoli con alta tensione abitativa.

In caso di punteggio pari, viene favorito chi ha il reddito più basso.


A parità di condizioni, vivere in una grande città può essere vantaggioso quanto avere un reddito più basso.


Quanti potranno beneficiarne

I numeri mostrano perché il punteggio è così importante. Secondo Altroconsumo, se tutti ricevessero l’importo massimo, in Italia i beneficiari sarebbero circa 3.300; con un contributo medio di 3.000 euro l’anno, sarebbero circa 6.700. Il decreto non fissa un punteggio minimo garantito; la soglia cambierà in base alle domande ricevute in ogni Regione.

Canone mensile Canone annuo Importo del bonus Quota di canone coperta
500 € 6.000 € 3.000 € 50%
700 € 8.400 € 4.200 € 50%
1.000 € 12.000 € 6.000 € (tetto) 50%
1.300 € 15.600 € 6.000 € circa 38%

La graduatoria regionale sarà approvata entro quindici giorni dalla chiusura delle domande, quindi circa a metà novembre.

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Conclusioni

Il bonus affitto per genitori separati risponde a un bisogno reale, ma è importante essere pratici. I 20 milioni di euro sono ripartiti tra le Regioni e il punteggio favorisce chi ha un reddito basso, ha figli e vive in una grande città. Avere i requisiti non basta: bisogna controllare bene la propria situazione, dal contratto registrato alla casa familiare, preparare i documenti e inviare la domanda nei tempi previsti.

Take Aways

  • Il bonus copre metà dell’affitto annuale, fino a 6.000 euro, cioè 500 euro al mese, con un unico pagamento.
  • Il contributo spetta ai genitori separati o divorziati che non hanno avuto la casa familiare, hanno almeno un figlio a carico sotto i 21 anni e un reddito individuale fino a 35.000 euro.
  • Serve un contratto di affitto registrato a nome del richiedente e non deve esserci nessun altro immobile residenziale entro 50 km.
  • Domande online sulla piattaforma del MIT entro le 12 del 28 ottobre 2026. L’ordine di invio non cambia nulla.
  • Basta avere i requisiti. Si riceve il bonus solo se si ottiene un punteggio valido nella graduatoria della propria Regione.

FAQ

1. Chi può fare domanda per il bonus affitto destinato ai genitori separati?
Genitori separati o divorziati senza assegnazione della casa familiare, con una decisione di separazione o divorzio e almeno un figlio a carico minore di 21 anni.

2. Qual è l’importo del bonus?
Viene dato in una sola volta il 50% dell’affitto pagato in un anno, fino a un massimo di 6.000 euro, cioè 500 euro al mese.

3. Entro quale termine bisogna presentare la domanda?
Fino alle 12 del 28 ottobre 2026, esclusivamente online sulla piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

4. Chi ha i requisiti ottiene il bonus senza eccezioni?
No. Le domande accettate finiscono in una graduatoria regionale. La Regione paga il contributo fino a quando non finisce i fondi previsti.

5. Serve l’ISEE?
No. Vale solo il reddito personale di chi presenta la domanda, che secondo l’ultima dichiarazione dei redditi non deve superare 35.000 euro.

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